Per un nuovo diritto di (s)famiglia, del lavoro e del welfare

E’ pronto l’opuscolo che raccoglie le riflessioni e le proposte del Tavolo dei legami queer – dagli affetti al lavoro di cura nato dagli Stati Genderlali lgbitqia+ and disability. Lo puoi scaricare qui già pronto per la stampa:

Per una riforma globale del diritto di famiglia, del lavoro e del welfare

Dall’introduzione: Questo opuscolo riassume la ricerca e la riflessione in corso del
Tavolo dei legami queer nell’ambito degli Stati GenDerali
Lgbtqia+ & disabilità. La maggior parte di questo materiale è
stata assemblata nel giugno 2024, durante un seminario di
approfondimento del Tavolo dei Legami queer a Milano presso
la realtà autogestita S.M.S (Spazio Mutuo Soccorso), ma la
riflessione e la ricerca sono ancora in corso.
Abbiamo cercato di mappare tutto ciò che nelle leggi e nelle
politiche italiane incentiva, privilegia o impone
un’organizzazione materiale della cura e degli affetti incentrata
sulla famiglia nucelare e sulla coppia,
e abbiamo provato a
immaginare cosa dovrebbe cambiare per far sì che altre forme
di parentela e di condivisione della cura non basate sul sangue
né sulla coppia,
forme alternative che già esistono nelle nostre
vite, possano prosperare.


Nel farlo ci siamo accortɜ che non è solo il diritto di famiglia a
promuovere l’idea che oneri e onori del lavoro di cura debbano
essere totalmente a carico del coniuge (preferibilmente
assegnatə donna) o dei genitori, e che questi debbano svolgerlo
sempre gratis e senza lamentarsi: questa idea è promossa
anche e forse soprattutto dalle leggi sul lavoro e sul welfare.
Abbiamo anche scoperto fino a che punto le leggi
sull’immigrazione e sulla cittadinanza negano diritti alle relazioni
familiari delle persone migranti e discendenti di migranti; e che
la cura e la solidarietà fra persone non parenti, quando si tratta
di migranti o di sex workers, non solo non sono tutelate, ma
addirittura criminalizzate.

Queste leggi devono cambiare non solo perché
rappresentano una discriminazione, ma soprattutto perché
perpetuano lo sfruttamento del lavoro delle donne – specie
razzializzate – dentro e fuori casa, oltre che l’isolamento
sociale, l’esaurimento nervoso e la povertà di genitori, figliɜ,
amicɜ e amanti che svolgono lavoro di cura per lɜ propriɜ carɜ,
peggiorando, in definitiva, il benessere di tutta la società.
In questo opuscolo troverete parti più approfondite e
dettagliate e altre appena abbozzate, e sicuramente molte
mancanze: invitiamo tuttɜ a lavorarci su.
Ci sembra che costruire una piattaforma di sapere e di
rivendicazioni ampia e intersezionale sulla questione dei
legami d’affetto, del lavoro di cura e della riproduzione sociale
abbia molto da darci perché interessa non solo tutte le
componenti della comunità lgbitqia+ ma anche lɜ
eterosessuali, e apre la strada a una lotta non identitaria,
materialista ma non neutra.

Lottiamo non per il riconoscimento di questa o quella identità,
di questa o quella forma di famiglia, ma per le condizioni
materiali del lavoro di cura
: un lavoro da sempre
misconosciuto eppure indispensabile alla vita, un lavoro che è
anche messo a profitto dal capitale attraverso la sua riduzione
a lavoro gratuito o a basso costo.


Grazie di cuore alle relatrici del seminario dell’1-2 giugno 2024: Antonio
Vercellone, Nausica Palazzo, Chiara Bertone, Nora Imbimbo, Martina
Millefiorini della Clinica Legale Roma 3, Maria Grazia Sangalli e tutte le
compagne di Queering Home. Grazie a S.M.S., il cui supporto è stato
indispensabile dimostrando ancora una volta quanto sono preziosi, anche
nella produziuone di sapere, gli spazi autogestiti.

Questa voce è stata pubblicata in General. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *