Covid19-Nessuna da sola-Sostieni le sexworker

#sexworkiswork raccolta fondi per chi resta fuori dalla solidarietà mainstream: sex worker unite!

Per donazioni qui: Distribuzioni dal Bass

Pagina Facebook: Covid19-Nessuna da sola-Sostieni le sexworker

COVID 19 – SOLIDARIETÀ IMMEDIATA PER LE SEX WORKER PIÙ COLPITE DALL’EMERGENZA

📢 La pandemia #COVID19 sta influendo drammaticamente sulle vite di chi fa lavoro sessuale. La maggior parte delle e dei #sexworker non è in grado di accedere alle prestazioni sociali istituite come misure di emergenza dal Governo. È un momento di disperazione e di paura: molte delle giovani sex worker donne e persone trans sono migranti, sole e senza una rete familiare a cui far riferimento; molte altre sono madri e con il loro lavoro sostengono tutta la famiglia.

📢 In queste settimane e sempre di più nelle prossime, l’#emergenza che stiamo vivendo sta spingendo sull’orlo del baratro molte/i di loro, dando origine a situazioni di disagio e povertà sempre più gravi . E sarà sempre peggio. Vi sono persone dedite ad attività di prostituzione in forma libera, concordata o costretta, già in condizioni di vulnerabilità umana e sociale, e oggi rischiano di precipitare in condizioni di #povertà estrema. Condizioni di necessità che potrebbero costringerle a lavorare, violando le regole, esponendosi alle relative conseguenze penali e ai rischi per la propria salute e quella collettiva.

🔥 Gli/le operatrici/ori del sistema nazionale antitratta, in collaborazione con altre reti e soggetti del civismo attivo e dell’auto-organizzazione delle sex worker, promuovono una campagna di #crowdfunding mirata a sostenere economicamente e con aiuti materiali tutte queste persone che stanno vivendo in una condizione di indigenza, determinata dall’emergenza Covid-19 e che non potranno richiedere gli ammortizzatori sociali .

🔥 Vogliamo spezzare questo silenzio e stare al fianco di tutte le lavoratrici e lavoratori sessuali che sono maggiormente vulnerabili in questa situazione emergenziale . Per questo lanciamo una rete di #solidarietà che possa aiutare nel concreto e raggiungere quante più persone possibili, attraverso la Piattaforma nazionale anti-tratta,
le associazioni e i collettivi che da anni lavorano come supporto alla complessa realtà del sex work.

TUTTI I SOLDI DONATI VERRANNO UTILIZZATI PER ASSISTERE ECONOMICAMENTE E MATERIALMENTE LAVORATRICI E LAVORATORI SESSUALI IN SITUAZIONI DI ESTREMO BISOGNO:

Per contribuire va bene qualsiasi cifra vogliate donare, sottoscrivete in maniera libera e generosa.

🔥 #nessunadasola #sosteniamolesexworker

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Rent Strike / Sciopero degli Affitti Bologna

Questa pagina facebook  nasce per aderire e sostenere la campagna di Sospensione dell’affitto organizzata da Asia-USB e Noi Restiamo, inquadrandola nella cornice internazionale dello Sciopero dell’Affitto (Rent Strike) e rilanciando su altre questioni (rivendicazioni per un reddito universale incondizionato (di autoderminazione/di base), forme di redistribuzione e mutualismo dal basso, emergenza dei senza dimora, violenza domestica aggravata dalla quarantena..).

Cosa puoi fare tu:
1. non pagare l’affitto del mese di aprile (e di quelli che verranno fino a che perdurano l’emergenza e le misure) → in questa pagina trovi il modello di lettera messo a disposizione da Asia usb a livello nazionale con il quale comunicare tutt* ai proprietari l’intenzione di non pagare l’affitto. Invialo anche alla mail di Asia usb una volta compilato: emergenzacovid19[punto]asia[chiocciola]usb[punto]it
2. condividere questo strumento con tutt*: più siamo, meglio è. Non abbiamo copertura giuridica, ma una rivendicazione collettiva è uno strumento di contrattazione più forte della negoziazione a tu per tu con i proprietari di casa
3. fare uno striscione e appenderlo alla finestra di casa: richiama la formula “Rent Strike / Sciopero dell’affitto”. Se ti va fagli poi una foto e mandala sui social dedicati
4. chiedere assistenza e informazioni ai numeri di Noi Restiamo indicati nella foto profilo
5. tradurre le grafiche esistenti o inventarne di nuove: possiamo diffonderle online e in punti – ancora – frequentati delle città: fermate bus, supermercati, farmacie…

Prepara uno striscione e invialo alla Pagina Facebook di #Rentstrike

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25 Marzo – Sciopero generale dalla ri/produzione

Come tutt* siamo spiazzate dalla rapida diffusione del coronavirus, dalle profonde implicazioni e contraddizioni che scoperchia, dalle trasformazioni del nostro quotidiano che impone e dal susseguirsi degli interventi di gestione dell’emergenza. Continuiamo a pensare collettivamente e a cospirare in forme nuove. Non abbiamo una lettura generale e univoca, ma cerchiamo di riallacciare e rilanciare una serie di ragionamenti e intuizioni: ci scopriamo drammaticamente interconnesse a livello globale con tutte le forme di vita, con l’ambiente, le altre specie e vogliamo agire questa responsabilità come una risorsa collettiva per ripensare le forme di produzione/riproduzione/attivismo/affetto.

Se, come istituzioni e media ripetono incessantemente,”c’è ancora troppa gente in giro”, il motivo non è che tutti si sono riscoperti di colpo sportivi, ma che troppa gente è ancora costretta ad andare a lavorare, anche se non produce beni di prima necessità. Il decreto “Cura Italia” è una farsa, dato che, grazie alle pressioni di Confindustria, i settori inclusi nella lista delle produzioni indispensabili sono tantissimi, si aprono clausole per il proseguimento delle attività, e non si definiscono le sanzioni e le modalità di controllo per i datori di lavoro inadempienti.

Aderiamo allo sciopero generale di domani, mercoledì 25 marzo

perché non vogliamo che la vita di tante persone, di tuttu, sia assoggettata al benessere economico di pochi. Uno sfruttamento che non si limita alla produzione materiale, ma estende la riproduzione di gerarchie relazionali e delle sue logiche di appropriazione alla totalità delle nostre attività e a tutte le forme di vita, in modo violento e altrettanto virale. In questa scelta di adesione allo sciopero produttivo vogliamo denunciare e scioperare da TUTTE queste forme di sfruttamento.

Ci prendiamo cura, restiamo a casa

MA il 25 MARZO SCIOPERIAMO perché:

– a tutt* le categorie sia garantito l’accesso alla salute, al lavoro in sicurezza nei settori davvero essenziali, alle informazioni e ai dispositivi di protezione.

perché siano bloccate tutte le forme di lavoro non essenziali garantendo invariati i salari o forme di reddito equivalenti. Molte di noi operano nel settore sociale, sanitario e dell’accoglienza, nella riproduzione sociale salariata o gratuita e non possono, o non vogliono, scioperare: anche per quest* lavorator* deve scioperare chi è garantito, chi è in smart working, chi è in condizioni di farlo, per garantire che anche a quest* lavorator* come a tutt* sia garantita la sicurezza sul lavoro.

– perché nelle infinite forme di lavoro e non lavoro, sottopagato, non pagato, naturalizzato che da anni ricattano le nostre vite e che oggi mostrano tutte le gerarchie di privilegio su un piano estremo di corpi e vite che contano o meno, si riconosca un reddito di autodeterminazione universale : per questo sosteniamo tutte le richieste in questa direzione, dal reddito di quarantena  (ma da estendere oltre la quarantena, perché quanto durerà? Quali conseguenze economiche e di indebitamento individuale lascerà?); all’estensione del reddito di cittadinanza attualmente esistente senza i vincoli familistici e di workfare attuali; al salario minimo europeo.

– perché si intervenga con strumenti di decarcerizzazione: amnistia, indulto, pene domiciliari e alternative per chi sta in carcere dove non si possono rispettare neanche le norme igieniche basilari, figurarsi il distanziamento sociale necessario

– perché si riconoscano le forme di mutualismo, scambio di beni e solidarietà a livello locale come forme alternative proprio alle economie estrattive e di sfruttamento che hanno generato la pandemia

– perché si garantisca alle categorie vulnerabili come senza fissa dimora e persone ammassate nelle strutture cosiddette “di accoglienza” una condizione abitativa in sicurezza

– perché la casa, che è da sempre luogo di violenza di genere e di sfruttamento del lavoro riproduttivo tradizionale, oggi crocevia di tutti i flussi produttivi-riproduttivi che mettono a valore ogni forma del tempo/vita, sia rivoltata dalle fondamenta: vogliamo decidere con chi passare la quarantena, poter lasciare in sicurezza la casa e rivolgerci ai centri antiviolenza..

perché a casa non ci resteremo per molto: rispettiamo il distanziamento sociale, ma lottiamo per affermare il diritto alla critica, al conflitto, allo sciopero, alla libera circolazione delle persone e alle libertà basilari di riunione e assemblea in forme virtuali e vogliamo ripensare anche l’attraversabilità dello spazio pubblico.

Nonostante la Commissione di garanzia si sia pronunciata contro questo sciopero, sappiamo tutti che non sarà un giorno di sciopero a mettere a repentaglio il rifornimento di generi alimentari: molto più pericoloso, anche per la stessa produzione di beni essenziali, è permettere che l’epidemia si diffonda ancora. Dunque se per responsabilità verso la nostra salute e la salute di tuttu stiamo cercando di evitare i contatti faccia a faccia, a maggior ragione è un gesto coraggioso di responsabilità collettiva lo sciopero di domani, per spingere il governo a mettere la vita di tutti prima del profitto di pochi. È un gesto di responsabilità collettiva chiedersi perchè mancano i medici, perchè ci sono pochi respiratori, perchè tanti lavoratori non hanno più strumenti per opporsi al lavoro in condizioni di sfruttamento, a prezzo della propria salute e della stessa vita. È un gesto di responsabilità collettiva ed è una questione di sopravvivenza mettere radicalmente in discussione questa organizzazione della società, cercando di immaginare e mettere in pratiche nuove forme di relazioni, economia, socialità e affetto.

Ma ora: blocchiamo la ri/produzione! Blocchiamo l’infezione!

Laboratorio Smaschieramenti – Bologna

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14 febbraio 2020 @ Ateliersì – S/coppia! Queer speed date, karaoke e djset

San Valentino è la festa dell’ammmmore. La festa di Smaschieramenti fa s/coppiare l’amore. 
Dalle 21.30
* Karaoke – Dedica una canzone a chi ami, a chi desideri, a chi ti supporta o anche a chi non sopporti: l’amic@ del cuore, le tue coinquiline, il tuo cane, i tuoi compagni di vita o i tuoi compagni di giochi, tua sorella, la prof delle medie, tuo marito/tua moglie, il tuo primo amore, il tuo primo cunnilingus, le colleghe che ti aiutano a sopravvivere alla giornata lavorativa o a chi ti pare.
* Queer speed date – Si gioca rigorosamente in numero dispari e indipendentemente dal genere 
* Roulette Drag – scambia un accessorio! 
Dalle 23.30 
Djset
*Rebel glitter
*Mighty mau
* Misstitillo
* Gazza 
Eteronormatività, sessismo e razzismo restano fuori. Ricorda che la festa di Smaschieramenti non è un’iniziativa commerciale. Le persone che vedi affaccendarsi al bar, all’ingresso e (anche se non le vedi) in pista non sono pagate. Il denaro raccolto finanzia i progetti politici del Laboratorio Smaschieramenti e la buona riuscita della festa dipende un po’ anche da te!
Non dare per scontato il genere delle persone che incontri e nemmeno il consenso delle persone da cui ti senti attratt*. Goditela.
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Né vittime né carne da lavoro. Il 15 febbraio manifestiamo contro razzismo e sfruttamento!

 

– Download here the English leaflet

– Download here the Arab leaflet

– Téléchargez ici le dépliant en français

Abbiamo toccato terra dopo aver attraversato il mare. In Libia abbiamo affrontato carcerieri e stupratori e in Italia ministri che, pur di fermarci, hanno chiuso i porti e si sono accordati con chi ci vende come schiavi. Eppure, noi donne e uomini migranti a terra ci siamo arrivati lo stesso. A terra però dobbiamo continuare a lottare per non ricevere un diniego, per non essere sbattuti fuori dall’accoglienza, per non essere ricattate, sfruttate e molestate al lavoro, per non perdere i documenti e diventare clandestini.

Per questo, sabato 15 febbraio scenderemo in piazza a Bologna contro il razzismo e lo sfruttamento che mettono di nuovo in pericolo la nostra vita! Continue reading

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Comunicato di solidarietà dopo i fatti di Altopascio

Proviamo molta rabbia per quanto accaduto ad Altopascio, vicino Lucca. In particolare per due avvenimenti: l’aggressione fascista durante la serata Lgbt al Refresh e il messaggio forte che una donna trans senza cittadinanza ha voluto lanciare alla società intera dandosi fuoco in seguito alla notifica di sfratto.
La nostra rabbia riguarda entrambi gli episodi perché intimamente legati, poiché la violenza etero-patriarcale non si esprime solo nello squadrismo di stampo fascista con i manganelli, ma anche nella violenza istituzionale che smantella il welfare e, nel fare questo, esclude dalle briciole che restano tutte quelle soggettività che eccedono le norme del genere e della cittadinanza. Continue reading

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Corpi fuori controllo e contro gli sgomberi

Bologna, 16 gennaio 2020. Lo sgombero dell’ex caserma Sani arriva il giorno dopo lassoluzione con formula piena dal reato di occupazione per Atlantide. La sentenza di un tribunale dissipa anche gli eventuali dubbi di chi ancora credesse che lo sgombero di Atlantide da parte del Sindaco Virginio Merola fosse davvero una necessità “legale”. Si chiude un ciclo di 5 anni nei quali la retorica della legalità è stata uno strumento arbitrario in mano all’amministrazione per colpire soggettività eccentriche, forme di socialità non sottomesse alle logiche della città-vetrina, e progetti politici e sociali scomodi per il potere. Negli ultimi 5 anni sono state represse tutte le occupazioni (anche abitative) che da decenni esistevano in questa città. Al contempo l’amministrazione ha lavorato alacremente per togliere ogni spazio di autonomia a qualsiasi tipo di iniziativa sociale dal basso sul territorio cittadino, fingendo di valorizzarla per cannibalizzarla, svuotarla, sottometterla, tenerla sotto ricatto e costringerla a produrre servizi in sussidiarietà. Togliere la casa, gli spazi di socialità e organizzazione a chi sta ai margini della società ha reso la città e la società migliore? Noi crediamo di no e sappiamo che con un minimo di sforzo ci possono arrivare tuttu. 

Ci hanno tolto Atlantide 5 anni fa per liberarsi di una fucina di resistenza creativa, di frivolezza tattica, di pensiero e desiderio critico, che sfornava lesbiche, donne, froce e trans indecorose e libere, forti della propria favolosità e poco inclini a mendicare la protezione o l’approvazione delle istituzioni eterosessuali per esistere. Convergenza di interessi fra le destre populiste e neofasciste e un Partito Democratico subalterno ad esse, che si mette al loro servizio nascondendosi dietro la legalità. Il progetto di ristrutturazione sociale ed economica che vuole escludere e sfruttare tutt* quelli che non si conformano all’immagine ripulita di una nazione eterosessuale, bianca e borghese (la perfetta foto su instagram) tiene insieme forze politiche diverse. Da un lato c’è chi sgombera e butta in strada froce, lesbiche, trans*, migranti e che, in nome della “legalità”, gli impedisce loro di autorganizzarsi per cambiare davvero questa società sessista, razzista e omofoba, e dall’altro c’è chi, in strada, li va a cercare per aggredirli e pestarli. 

Cosa resta di Atlantide per noi, Laboratorio Smaschieramenti, che lì siamo cresciut*? Continuiamo, nomadi da un luogo a un altro, a costruire critica, conflitto e pratiche di lotta. Continuiamo a creare quel pezzo di mondo accessibile a chi è senza documenti o ha i documenti sbagliati, perché migrante o trans o tutt’e due, a chi si prende la responsabilità di costruire insieme spazi dove si possa stare, semplicemente, meglio… anche senza una carta di credito. Continuiamo a costruire reti transfemministe e queer, come il B-side pride e NonUnadiMeno, per lottare contro la violenza maschile, di genere e dei generi. Continuiamo a ragionare criticamente sullo spazio transfemminista come spazio politico e di desiderio e come spazio urbano vivibile e attraversabile da tutte le soggettività. 

È per tutto questo che siamo da sempre solidali con XM24 e crediamo nel contro-progetto sull’area della Sani che coraggiosamente XM24 ha messo a disposizione di chi vuole costruire contro-cultura, chi vuole spazi lontani dalle logiche capitalistiche dove vivere e immaginare/realizzare una società diversa che metta i margini al centro. Per questo partecipiamo alla costruzione di uno dei tavoli della contro-progettazione: perché continuiamo a immaginare insieme che genere di città vogliamo costruire collettivamente

Vogliamo continuare a scrivere il presente e il futuro a partire dai confini dove siamo ricacciat*, lo vogliamo fare con quei corpi in-Sani, imprevisti, indecorosi, ri-belli e orgogliosi che popolano questa Altra Città e che non vogliono/possono smettere.

Oggi, 17 gennaio, saremo in Piazza Maggiore dalle 17:00 

Sabato 18 al Circolo ARCI Guernelli dalle 15:00

#excasermasani #XM24 #sgomberareperspeculare

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Sull’assemblea trans del 23 nov ’19 e sulla sua continuazione

 
All’assemblea trans del 23 novembre 2019 a Roma c’eravamo. Per questo possiamo dire con certezza che l’evento Transvisioni convocato per il 29 febbraio a Bologna non è in continuità con quell’assembla come dichiara, anzi ne tradisce abbastanza clamorosamente gli intenti. 
In quell’assemblea ci siamo assicurate a vicenda il mutuo riconoscimento nella diversità delle nostre scelte di attivismo, constatando il fatto che le persone trans oggi non fanno attivismo solo nelle associazioni (storiche o meno storiche) che si occupano di diritti trans, ma anche in collettivi queer e transfemministi, nelle assemblee locali di Non Una di Meno,  nelle consultorie transfemministe autorganizzate, nel movimento studentesco ecc., e abbiamo salutato positivamente questo dato. Abbiamo persino affermato che, data la grande diverstià di visioni circa il grado di compromesso strategico da praticare con le istituzioni mediche e politiche e circa la possibilità di sabotarle dall’interno, eravamo pronte a rispettare le scelte di ciascuna realtà, purchè fosse finalmente riconosciuta la possibilità di discuterne. 
Transvisioni in modo diametralmente opposto afferma che saranno ammesse solo persone facenti parte di organizzazioni o gruppi che si occupano specificamente di questioni trans, dunque escludendo chi fa politica con altre soggettività lbgtq e femministe e chi non fa parte di alcun gruppo (salvo concedere eccezioni per i territori più “sfigati”, con gli organizzatori che si autoinvestono di questo potere discrezionale). 
Ognuno è libero di costruire le proprie reti politiche come meglio crede. Se le relatà organizzatrici dell’evento Transvisioni – chiunque esse siano – preferiscono questo metodo, sono naturalmente libere di seguirlo. E’ il tentativo di appropriarsi dell’assemblea del 23 e di travisarne i metodi e gli intenti che ci sembra molto grave. 
A Roma abbiamo concordato sul fatto che quella doveva essere un’assemblea aperta e orizzontale in cui confrontarsi e non un coordinamento o un parlamentino delle organizzazioni che delibera una linea o peggio investe qualcuno del ruolo di rappresentarla, e ancora la convocazione di Bologna appare andare in senso opposto. 
Infine, a Roma ci si era lasciate dicendo che sarebbe stata aperta una mailinglist che includesse tutt* coloro che erano presenti all’assembleae, e attraverso questa sarebbe stato organizzato un nuovo incontro in estate. Dunque quella assemblea si era già riconvocata per l’estate e si è già data uno strumento per riconvocarsi, che è appunto la mailinglist, che al momento della creazione dell’evento Transvisioni non esisteva ancora, e che è stata creata proprio ieri. Sicuramente anche questo ritardo (e questo tempismo) non sono un bel segnale.
Speriamo di cuore che il processo iniziato a Roma continui e che lo spazio di confronto orizzontale che tutt* insieme avevamo appena iniziato a creare venga curato e coltivato come tale, perchè ci sembra che ne abbiamo davvero bisogno tutt*: singol@, gruppi, collettivi, associazioni, consultori con diversi gradi di compromesso con le istituzioni, transfemministe, attivist* radicali, tutt* abbiamo tutto da guadagnare da questo spazio di confronto e di costruzione di pensiero, e abbiamo tutto da perdere se qualcuno – chiunque – tentasse di autoeleggersi unico garante/rappresentante di quel percorso.
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6 Dicembre 19 – DragQueer DIY WS+Show

Favole volanti, mostriciattol* scatenat*, cyborg confuse accorrete!

Sabotiamo il binarismo e torniamo a travestirci per esplorare quei generi che ancora non abbiamo scovato dentro di noi o che da tempo ci solleticano, per moltiplicare le dissidenze estetiche e canore!

Verso l’8 Marzo e lo sciopero dai generi ci organizziamo!

6.12.2019 all’Ateliersi (Via San Vitale 69)

👾 Dalle 19:00 Workshop drag DIY (porta trucco, parrucco, baffoni, colle e peli, vestiti e svestiti)

👾Dalle 22:00 Drag Queer DIY Show! Potrai cantare (ma basta anche un lipsync) in drag queer e far esplodere occhi e orecchie dell’eteropatriarcato
(la partecipazione allo show è aperta anche a chi non partecipa al workshop)

E poi, come sempre, se non si balla non è la nostra rivoluzione!

#nosessismo
#nomachismo
#norazzismo
#nofascismo
#nosonounmaschioeteromahotantiamicigeiquindimilevolamagliettapermostrartigliaddominali

👾 Line up confusa e felice in arrivo!

evento FB

 

 

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Assemblea pubblica B-side Pride

 

oggi 26/11/19 alle ore 19:00
a Granata, via San Rocco 16, 40122 Bologna

 

Notizie da Busonia: cosa succede nella città più frocia che c’è?

Cosa succede nel movimento LGBTIQ+ bolognese? Perché quest’anno ci sono stati due cortei al Pride? Cosa resta delle polemiche sulla leggeregionale su omolesbotransfobia? Ma soprattutto: quali sono le nostre priorità politiche? Continue reading

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