BEAUTY QUEEN, BEAUTY QUEER, BEAUTY CASE – Della favolosità dei nostri generi facciamo un’arma di lotta!

Il 14 aprile, a Bologna, in concomitanza con un evento Drag Queen (https://www.facebook.com/events/411524219394995/), due giovani froce sono state aggredite, all’uscita del locale Candilejas. Il fatto che dei ragazzini di 15 anni si sentano legittimati ad aggredire per reimporre il binarismo di genere dimostra ancora una volta quanto la violenza dei generi con il suo portato eterosessista sia una violenza strutturale che si riproduce in ogni ambito sociale. Una violenza strutturale spesso avvallata dalle istituzioni di ogni colore, come oggi nel clima neofascista e di attacco diretto all’autodeterminazione dei corpi delle donne, delle lesbiche, delle/dei trans, delle froce; spesso usata strumentalmente come posta in gioco politica, come nel penoso e irricevibile scambio sui nostri corpi del recente dibattito sulla legge regionale sulla omotransnegatività. Una violenza strutturale che combattiamo ogni giorno individualmente e collettivamente attraversando e risignificando le città transfemministe: a Verona, a Bologna e ovunque.

 

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e complicità a chi domenica scorsa è stat* aggredit* e continueremo a lottare insieme e a riappropriarci dello spazio pubblico contro la violenza dei generi e della norma eterosessuale, costruendo spazi di lotta, di orgoglio, di socializzazione e autogestione, dove produrre immaginari e pratiche transfemministe e froce di trasformazione sociale e culturale.
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BOLOGNA CITTÀ TRANSFEMMINISTA


La reazione scomposta alla marea femminista che il 30 marzo, in occasione delle tre giornate di Verona Città Transfemminista organizzate da NON UNA DI MENO, ha riempito le strade di Verona, non si è fatta attendere nemmeno a Bologna. L’associazione neonazista Evita Peron, costola femminile di Forza Nuova, già autrice di blitz notturni ai centri antiviolenza di Bologna, Parma e Modena, e prima ancora di Ravenna, mercoledì sera ha tentato un “attacco” anche alla Libreria delle Donne di Bologna, affiggendo messaggi minatori alla serranda della libreria. L’obiettivo, successivamente rivendicato sui social, era l’evento “Identità di genere nei libri per l’infanzia”, promosso dal progetto “Raising my rainbow. Bambin* gender variant tra gioco e società”. L’azione, è stata subito neutralizzata da un* passante che ha staccato i volantini di Forza Nuova lasciando un messaggio antifascista.

Quello che ci preoccupa non sono quattro volantini deliranti, bensì i forti legami che, come abbiamo visto a Verona, intercorrono tra il governo, i partiti di estrema destra e i gruppi ultracattolici presenti al Congresso Mondiale delle Famiglie (WCF). Azioni come queste sono la prevedibile conseguenza del clima d’odio orchestrato e agito in quell’occasione e ormai diffuso. Un’intolleranza violenta, legittimata dalle istituzioni, a molti livelli, come dimostra l’incontro che verrà ospitato a Bologna giovedì prossimo, 11 aprile, presso la sala polivalente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna: un “convegno”, intitolato “Sì alle leggi per la famiglia. No alla legge sulla omotransnegatività”, che darà ancora una volta spazio e voce a diversi neofondamentalisiti intervenuti allo scorso WCF. Non si tratta di un’iniziativa “democraticamente” innocua, anzi, il disegno politico che la sottende è repressivo, razzista e aggressivo: lo dimostrano gli atti intimidatori che la precedono, così come le proposte omolesbotransfobiche che da lì verranno fatte.
Per questo non intendiamo affatto essere “accoglienti” o “dialogare”, come ha suggerito invece a mezzo stampa il sindaco di Bologna.

Gli attacchi ripetuti all’autodeterminazione di donne, lesbiche, gay, persone trans e intersex, di qualsiasi età, si sommano e si riflettono nella violenza razzista, istituzionale e sociale. Non basta appendere bandiere rainbow alle finestre del Comune, nessuno spazio deve essere concesso alla violenza dei neofondamentalismi e dei fascismi.
Non Una di Meno lotta quotidianamente nelle case e nelle strade di tutto il mondo per un futuro e un presente femminista, che non lasci nessun* indietro. Risponderemo come sempre a queste derive e a questi attacchi: con migliaia di voci, irriducibili alle norme di genere, arrabbiate e vitali, contro la reazione familista e fascista.
Gli spazi femministi non si toccano, non si toccano le nostre vite, le nostre scelte.

Organizziamo collettivamente la rabbia, sempre e ancora una volta, trasformandola in potenza gioiosa come a Verona. Per ogni attacco ricevuto saremo mille in più e #nonunadimeno.

Giovedì 11 aprile, ci ritroviamo in piazza del Nettuno:

⚡️ dalle 18.00, al Presidio per Nasrin Sotoudeh promosso dalle Donne in nero – Bologna, contro tutti i neofondamentalismi e i fascismi

⚡️ dalle 19.00 per prepararci a risignificare il centro della città con i nostri corpi desideranti, le nostre voci, altissime e feroci, e i panuelos fucsia, simbolo delle lotte femministe nel mondo.

🐉 “Non metterti mai tra un* drago e la sua rabbia”: seguilo, libera il desiderio, genera lotte! 🔥

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BOICOTTA L’EUROVISION IN ISRAELE E IL TEL AVIV PRIDE!

Nelle prime ore del 28 giugno 1969, diverse soggettività trans e queer si riversarono nelle strade di New York contro la violenza dei poliziotti e le molestie nelle loro comunità. I Moti di Stonewall simboleggiano la resistenza LGBTQIA contro molestie, aggressioni, morti e violenze quotidiane da loro subite. Quando è troppo è troppo!

Il 30 marzo 2018 decine di migliaia di Palestinesi che vivevano a Gaza inaugurarono la Grande Marcia del Ritorno. Il mese di marzo simboleggia la resistenza palestinese contro molestie, aggressioni, morti e violenze quotidiane di Israele da loro subite. Quando è troppo è troppo!
Sin dall’inizio della Grande Marcia del Ritorno, i cecchini israeliani hanno ucciso più di 200 manifestanti palestinesi inermi, ferendone più di 18mila e lasciandone moltu con disabilità permanenti.
Il 14 maggio 2018, appena due giorni dopo la vittoria della cantante israeliana Netta Barzilai all’Eurovision Song Contest, Israele massacrò 62 palestinesi a Gaza, tra cui 6 bambini,mentre partecipavano alla Grande Marcia del Ritorno. Quella sera stessa, Israele tenne un concerto celebrativo con Netta Barzila, che dichiarò: “Abbiamo una ragione per essere felici.” Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito la vincitrice isrealiana dell’Eurovision Netta Barzilai “la migliore ambasciatrice d’Israele”.
Dopo aver individuato una serie di risonanze tra la violenza di poliziotti e militari contro la comunità Palestinese e le persone LGBTQIA in tutto il mondo e tra la Grande Marcia del Ritorno e i Moti di Stonewall, noi sottoscritte associazioni queer e per la liberazione trans

 

                    CHIEDIAMO

alle comunità LGBTQIA di boicottare l’Eurovision Song Contest 2019 che si terrà in Israele.
Basato su occupazione militare, colonie di popolamento e segregazione razziale, il regime di Israele sta usando in maniera vergognosa il concorso Eurovision come parte della sua strategia di marca ufficiale, che cerca di mostrare il lato migliore di Israele per distogliere l’attenzione dai crimini di guerra contro i/le Palestinesi.
L’Eurovision ha attratto l’interesse, la passione e il supporto della comunità LGBTQIA per decenni e Israele vede in questo una grande opportunità per trasmettere il suo piano basato sul pinkwashing: l’uso cinico dei diritti gay, infatti, distrae da e normalizza l’occupazione militare, le colonie di popolamento e la segregazione razziale.
Il Tel Aviv Pride, sostenuto dal governo israeliano, sta promuovendo l’Eurovision al suo fianco al fine di trarne il massimo beneficio per Israele per un intero mese di pinkwashing.
Le froce palestinesi hanno lanciato un appello per il boicottaggio del Tel Aviv Pridein modo da mostrare che le comunità LGBTQIA non hanno alcun interesse a diventare “ambasciatoru di Israele”, come Barzilai.
Dopo la sua vittoria, Barzilai si è esibita al Tel Aviv Prideil coronamento degli sforzi annuali di Israele per promuovere Tel Aviv come oasi liberale, imponendo nel frattempo un sistema di leggi razziste, una brutale occupazione militare e una politica di segregazione razziale nei confronti del popolo palestinese.
Si prevede che l’Eurovision da sola sarà in grado di attirare decine di migliaia di visitatoru, che diventeranno inconsapevolmente complici dello spettacolo israeliano di propaganda culturale e al contempo supporteranno economicamente il violento regime d’Israele. Allo stesso modo, il Tel Aviv Pride si prefigge di ospitare visitatoru internazionali, rafforzando in tal modo la propria impunità e il proprio business, come consolidata strategia di marca, distogliendo nel frattempo l’attenzione dalle difficoltà del popolo palestinese che cerca di avere giustizia.
L’Eurovision e il Tel Aviv Pride in Israele devono essere boicottati per resistere al pinkwashing, per evitare la complicità con l’ordinaria amministrazione di questo regime e per denunciare le continue violazioni dei diritti umani da parte di Israele.
Ci uniamo alle crescenti richieste da tutto il mondo e chiediamo:
 ai/alle membru della comunità LGBTQIA di boicottare l’Eurovision 2019 finché sarà Israele ad ospitarlo;
– ai/alle movimenti popolariimprese, artistu e organizzazioni no-profit LGBTQIA dei Paesi partecipanti di protestare contro lo svolgimento dell’Eurovision 2019 in Israele e di boicottarlo con azioni pacifiche;
 ai/alle nostru collegu, artistu e giornalistu di supportare pubblicamente e diffondere questa richiesta.
Come nel caso della lotta contro la segregazione razziale in Sudafrica, solo attraverso una pressione internazionale efficace e costante Israele sarà costretto a rispettare gli obblighi sanciti dal diritto internazionale e a rispettare i diritti umani delle e dei Palestinesi.
Aggiungete le firme per i gruppi LGBTQIA completando questo modulo.
Firmato da:
alQaws for Sexual and Gender Diversity in Palestinian Society, Palestina
Pinkwatching Israel, Palestina
Aswat- Palestinian Feminist Center for Sexual and Gender Freedoms, Palestina
Community Action Against Homophobia, Australia
Ermin Mujanovic, Australia
Le Space, Belgio
Queers Support The Migrants BXL, Belgio
Asiáticos pela Diversidade, Brasile
Enhedslistens Queerudvalg, Danimarca
Queer Exchange CPH, Danimarca
QueerCut, Danimarca 
TransAktion, Danimarca 
Transpolitisk Forum, Danimarca
UngtUnivers, Danimarca
Bedayaa associazione per le persone LGBTQI+ nella Valle del Nilo, in Egitto e in Sudan
Pink & Black Helsinki, Finlandia
Queers without borders, Finlandia
Act Up Sud Ouest, Francia
Collectif Irrécupérables, Francia
LGBT pour la Palestine, Francia
Berlin Against Pinkwashing, Germania
Queer Antizionists Giessen, Germania
Queer Faction della Jewish Antifa di Berlino, Germania
Movimiento de Diversidad en Resistencia (MDR), Honduras
Queer Action Ireland , Irlanda
Unison Northern Ireland LGBT, Irlanda
AhSqueerTo, Italia
Arcigay Napoli, Italia
Arciragazzi Portici, Italia
Assemblea transterritoriale TerraCorpiTerritori di Non Una di Meno, Italia
Associazione Giosef Unito – GIOvani SEnza Frontiere, Italia
Associazione Lista Lesbica Italiana, Italia
Circolo Pink GLBTE di Verona, Italia
Fuori dai Binari, Italia
Irragionevole, Italia
Laboratorio Smaschieramenti, Italia
Maurice GLBTQ, Italia
Pride Off, Italia
Shannara Cooperativa Sociale, Italia
Valèrie Taccarelli, Italia
Liberatzione, Italia
Feminism and Lesbian Art working group, Giappone
Foyle Pride Festival Committee, Irlanda del Nord
Queers4Palestine, Norvegia
Fabryka Równości, Polonia
Academia Cidadã | Citizenship Academy, Portogallo
Não te prives – Grupo de defesa dos direitos sexuais, Portogallo
Panteras Rosa – Frente de Combate à LesBiGayTransfobia, Portogallo
PATH – Plataforma Anti Transfobia e Homofobia de Coimbra, Portogallo
UMAR – União de Mulheres Alternativa e Resposta, Portogallo
Umar Coimbra, Portogallo
Drustvo Legebitra, Slovenia
Društvo ŠKUC, Slovenia
TransAkcija Institute, Slovenia
Asamblea de Marikas Libertarias Transfeministas de Barcelona, Spagna
Asamblea Transmaricabollo de Sol (15M), Spagna
Bloque Andaluz de a Revolución Sexual, Spagna
BDS Comisión Pinkwatching, Spagna
Bloque Bollero, Spagna
Colectivo Towanda, Spagna
Consell de la Joventut de Barcelona, Spagna
Degenerades, Spagna
Movimiento Marika de Madrid, Spagna
N.O.M.A.D.A.S oficina de migración y atención a la diversidad afectivo sexual, Spagna
Orgullo Crítico Madrid, Spagna
Orgullo Vallekano, Spagna
Observatorio Ético Internacional – OBETI , Spagna
Proyecto Rivera, Spagna
Queers por Palestina, Spagna
Red Marikones del Sur, Spagna
RpM – Colectivo Transfeminista, Spagna
Euskal Herriko Bilgune Feminista, Spagna
MDMA taldea, Spagna
Sare Lesbianista, Spagna
TransGaliza, Spagna
Crida LGBTI, Spagna
València Crida, Spagna
Rosa Que Te Quiero Rosa (RQTR), Spagna
Revolutionär Pride Stockholm/Revolutionary Pride Stockholm, Svezia
Damj, the Tunisian association for justice and equality, Tunisia
Black Queer and Trans Resistance, Paesi Bassi
Maruf , Paesi Bassi
Sehaq Queer Refugees Group, Paesi Bassi
TIYE International, Paesi Bassi
Mawjoudin We Exist, Tunisia
ACT UP London, Regno Unito
Friends of the Joiners Arms, Regno Unito
No to Pinkwashing, Regno Unito
Queer Strike, Regno Unito
Queer Tours of London – A Mince Through Time, Regno Unito
Queerspace East London, Regno Unito
UNISON National LGBT committee, Regno Unito
Gay Liberation Network, USA
Irish Queers, USA
Jewish Voice for Peace New York City Queer Caucus, USA
Methodist Federation for Social Action , USA
Queers Against Israeli Apartheid (QAIA-NYC), USA
Queers Undermining Israeli Terrorism (QUIT!), USA
The Queer Palestinian Empowerment Network, USA

Traduzione dell’appello delle froce palestinesi al boicottaggio dell’Eurovision e del TelAviv Pride (qui il testo originale http://www.alqaws.org/news/Boycott-Eurovision-in-Israel-and-Tel-Aviv-Pride )
Invitiamo inoltre tuttu alla presentazione di “Arcipelago Palestina” di Olga Solombrino dove saremo presenti alla discussione ( https://www.facebook.com/events/2536430323053360/ ) sabato 13 aprile presso la Libreria delle Donne di Bologna. 
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Froce Sconfinate – DansoKey live, Djset & festa Atlantidea – Ven 5 aprile@AtelierSi Bologna

***NO TESSERE*** NO DOCUMENTI***
scroll down/vaya abajo/descendez ENG/ESP/FRA

****************LE ATLANTIDEE PRESENTANO*************

FROCE SCONFINATE

Liberi corpi in liberi mondi
per la libertà di transitare
contro la violenza di generi e confini

Il 5 aprile balliamo libere dalle strutture:
se non posso ballare non è la mia rivoluzione.

Di ritorno dalla marea transfemminista del 30M: Corteo Verona Transfemminista_Non Una Di Meno, siamo prontu per lottare ancora, insieme!

Per lo ius soli, per la depatologizzazione trans, per la decriminalizzazione del sex work.

Per l’autodeterminazione di tutte, tuttu e tutti,
il nostro Pride continua così:

🔥👉Venerdì 5 aprile, dalle 22’00 precise, ad Atelier Si
CONCERTO ROVENTE!!!
Danso Key presentano l’ultimo album “LAVA”.
https://dansokey.bandcamp.com/album/lavahttps://www.piuomenopop.it/index.php/2019/01/10/un-vulcano-in-eruzione-lava-dei-danso-key/

🔥👉A seguire
Dj set
AtlantiCyborg * cyborgs
missTitillo * after*in*my*bedroom
alyz_ki * porntunzrmx

🔥👉Sabato 06 Aprile: Contro il razzismo di governo: Manifestazione delle/dei migranti

SI PARTE, SI TORNA INSIEME!

……………………………………………………………………………………………….
NO DOCUMENTS required!

NOBORDER QUEERS
Free bodies in free worlds against gender and borders based violence.

5th of April we’ll dance free from structures: if I can’t dance it’s not my revolution.

Back from the transfeminist demo in Verona (30M: Corteo Verona Transfemminista_Non Una Di Meno), we’re ready to march again

FOR: Ius Soli, depathologization of trans people, decriminalization of sex work

FOR: self determination OUR PRIDE KEEPS GOING… like that:

🔥👉 On Friday, 5th, from 22 pm, @Atelier Si
HOT CONCERT!!!
Danso Key present their Last album “LAVA”.

🔥👉Following
Dj set
AtlantiCyborg * cyborgs
missTitillo * after*in*my*bedroom
alyz_ki * porntunzrmx

🔥👉 On Saturday, 6th, Migrants demo against institutional racism (Contro il razzismo di governo: Manifestazione delle/dei migranti)

……………………………………………………………………………………………….
AUCUN DOCUMENT requis

QUEERS SANS FRONTIÈRES

Des corps libres dans des mondes libres contre la violence basée sur le genre et les frontières.

Le 5 avril, nous danserons sans structures: si je ne peux pas danser, ce n’est pas ma révolution.

De retour de la manif transféministe à Vérone (30M: Corteo Verona Transfemminista_Non Una Di Meno), nous sommes prêt.e.s à marcher à nouveau

POUR: Ius Soli, dépathologisation des personnes trans, dépénalisation du travail du sexe

POUR: l’autodétermination notre Pride continue … comme ça:

🔥👉 Vendredi, le 5 avril, from 22h, @Atelier Si
TORRIDE CONCERT!!!
Danso Key vont presenter leur dernier album “LAVA”.

🔥👉À suivre
Dj set
AtlantiCyborg * cyborgs
missTitillo * after*in*my*bedroom
alyz_ki * porntunzrmx

🔥👉 Démo des migrant.e.s contre le racisme institutionnel: démo des migrant.e.s (Contro il razzismo di governo: Manifestazione delle/dei migranti)

……………………………………………………………………………………………….
NO SE REQUIERE DOCUMENTO

MARIQUES SIN FRONTERAS

Cuerpos libres en mundos libres contra la violencia basada en el género y las fronteras.

El 5 de abril, bailaremos sin estructuras: si no puedo bailar, no es mi revolución.

De vuelta de la marcha Transfeminista en Verona (30M: Corteo Verona Transfemminista_Non Una Di Meno) estamos listes para volver a luchar

PARA: Ius Soli, despatologización de personas trans, despenalización del trabajo sexual
PARA: autodeterminación nuestro Pride continúa … así:

🔥👉 El viernes, 5 avril, le 5 avril, de las 22, @Atelier Si
CONCIERTO CALIENTE!!!
Danso Key van a presentar su último album “LAVA”.

🔥👉En seguida
Dj set
AtlantiCyborg * cyborgs
missTitillo * after*in*my*bedroom
alyz_ki * porntunzrmx

🔥👉 Marcha de las/los migrantes contra del racismo institucional (Contro il razzismo di governo: Manifestazione delle/dei migranti)

venerdì dalle ore 21:00 alle 03:00
Ateliersi
Via San Vitale 69, 40125 Bologna

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DE-PATH, Roma 13 e 14 aprile

Uno spazio di informazione, scambio, discussione e organizzazione sulla salute trans* tra e per persone trans*, non binarie e di genere non conforme. Chiamiamo a raccolta tutte le persone interessate a discutere insieme dei bisogni, desideri, delle sfide e delle possibili azioni per la nostra autodeterminazione nel campo della salute.

Vogliamo:
– Ripoliticizzare la questione dell’accesso alla salute e ai servizi legati alla « transizione » in un’ottica di depatologizzazione, autodeterminazione e empoweramento
– Informare e discutere i diversi piani di azione e organizzazione possibili
– Formulare strategie collettive per agire a livello individuale e collettivo, ciascun* sui livelli su cui può/vuole investire

PROGRAMMA PRIMA GIORNATA || 13/04/2019 ||
dalle 14:00 alle 16:00
STREAM ORMONI
Costo/rimborso, prescrizione/gatekeeping/depatologizzazione, quali farmaci, quali effetti e quali controindicazioni?

dalle 17:00 alle 19:00
STREAM SULLE ESPERIENZE DI SALUTE D
esperienze di pressione/dialogo/conflitto/negoziazione dal basso con le istituzioni medico-sanitarie in altri paesi europei per trasformarle, e di costruzione di alternative

PROGRAMMA SECONDA GIORNATA || 14/04/2019 ||
Dalle 11:00 alle 13:00
STREAM SU APPROCCIO GLOBALE ALLA SALUTE
La salute trans non riguarda solo la transizione. Una serie di servizi sono legati al genere sul documento e la formazione dei medici e del personale sanitario è insufficente.

Dalle 15:00 alle 17:00
STREAM SU QUESTIONI LEGALI
Condizioni legali di accesso alla chirurgia/depsichiatrizzazione/cambio nome sui documenti senza diagnosi né chirurgie.

Sabato 13 aprile 2019 dalle ore 14:00 alle 19:00
Parco Delle Energie Ex Snia Via Prenestina
Via Prenestina 175, 00176 Roma

 

*****
Simultanément à l’EPATH (ou presque…le 13 et le 14 avril!), on veut construire un espace d’information, d’échange, de discussion et d’organisation sur la santé trans, par et pour les personnes trans, non binaires et non conformes dans le genre. On fait appel à toutes les personnes intéressées à venir se joindre à nous pour discuter ensemble des besoins, désirs, défis et des possibles actions politiques futures pour notre autodétermination dans le domaine de la santé.

On veut :
– Repoliticiser la question de l’accès à la santé et aux services liés à la « transition » dans une optique de dépathologisation, d’autodétermination et d’empowerment
– Visibiliser/discuter les différents plans d’action et d’organisation possibles
– Élaborer des stratégies collectives pour agir aux niveaux individuel et collectif, chacun.e par rapport aux niveaux qu’iel peut/veut investir

PREMIÈRE JOURNÉE || 13/04/2019 ||
14h-16h
HORMONES
Coûts/remboursements, dépathologisation, modèle du consentement éclairé, médicaments et contre-indications, etc.

17h-19h
EXPÉRIENCES DE SANTÉ COMMUNAUTAIRE
Expériences de pressions/dialogue/conflit/négociations partant de la base pour transformer les institutions medicale.

DEUXIÈME JOURNÉE || 14/04/2019 ||
11h-13h
SANTÉ GLOBALE
La santé trans a été considérée seulement en relation avec la « transition ». On exige plus (formation des médecins et du personnel de santé à l’existence des personnes trans, non binaires et non conformes dans le genre et à leurs besoins spécifiques)

15h-17h
ASPECTS LÉGAUX
Accès aux chirurgies, démédicalisation des procédures des changements à l’état civil, expériences positives étrangères sur le changement de prénom en dehors des parcours de transition binaire.

Sabato 13 aprile 2019 dalle ore 14:00 alle 19:00
Parco Delle Energie Ex Snia Via Prenestina
Via Prenestina 175, 00176 Roma

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Sciopero dai generi & sciopero dalle app

Il 2 Marzo la Consultoria ha realizzato un laboratorio per implementare strumenti per lo sciopero dell’8M, nello specifico sullo sciopero dei/dai generi attraverso le app.
Il movimento TFQ in Italia ragiona e propone pratiche su questo tema da molti anni anche attraverso il percorso di Npn Una Di Meno di sciopero dei/dai generi, citato moltissime volte nel Piano contro la violenza.

Cosa intendiamo a Bologna quest’anno per sciopero dai generi lo abbiamo elaborato insieme in un laboratorio di Non Una Di Meno su questo tema, e in due laboratori organizzati come Consultoria TFQ sullo sciopero dalle app come Frocetariato.

Sono nati 2 strumenti. Un vademecum dello sciopero dai generi, che trovate in fondo a questa email e la cui forma/diffusione è ancora da decidere e lo sciopero dalle app con strumenti rivoluzionari! In particolare l’hackeraggio di Tinder tramite estensione Bot!

Sciopero dai generi

Come usare Tinder per lo Sciopero dai Generi l’8 Marzo 2019 a Bologna… (usare questo bot potrebbe provocare il blocco del tuo account perché viola i termini e le condizioni di Tinder!)

Cosa mi serve?

Un computer
Uno smartphone

Cosa faccio?

Scarica Tinder sul tuo telefono utilizzando il tuo account Facebook.

Ottimizza il tuo account Tinder. Vuoi raggiungere il massimo dei match per invitare altre donne o persone LGBTQ in Piazza! Carica diverse foto in posa – qualche consiglio: sorridente, la faccia visibile, non indossare occhiali da sole, non troppe foto di gruppo. Scrivi una piccola bio. Anche qualche parola può fare la differenza.

Imposta le preferenze Tinder. Purtroppo sono previsti dall’app solo due generi (M e F) vogliamo però informare il nostro target per lo sciopero globale femminista, quindi “cerco”: donne (se sei   donna, uomo o donna T o uomo T o non binary), uomo se sei uomo, distanza massima 50 miglia, età: più è larga la fascia di età meglio è!

Scarica il browser Google Chrome sul tuo computer.

Scarica questo file (è un’estensione di Chrome): fhack-extension-5

Attiva l’estensione: Vai su chrome://extensions e in alto a destra attiva la “modalità sviluppatore” o “developer mode”. In alto a sinistra trovi l’opzione “scompatta” o “Load Unpacked”. Clicca e vai alla posizione in cui hai salvato il file. Selezionalo. Sciopero dai Generi dovrebbe apparire a destra della barra degli indirizzi così:

Attiva l’estensione, seleziona l’icona e clicca su Attiva! o Get New Assignment!

Da qui all’8 Marzo attiva l’estensione anche una volta al giorno per qualche decina di minuti! Non dimenticarla attivata perché è più facile che il bot venga individuato e l’account bloccato!

Grazie per il tuo aiuto!

NB:

Puoi attivare e disattivare l’estensione quando e quanto vuoi!

Abbiamo attivato dei filtri automatici nel caso qualcuno inviasse messaggi violenti o offensivi.
Non conserviamo nessuna informazione o dato!

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Come usare Grindr e Wapa per lo sciopero dai generi

Cosa mi serve?

Un cellulare

Come faccio?
1. Download app sul telefono.
2. Consenti la localizzazione
3. Apri un account con una email (anche inesistente)
4. Accedi a Fcebook. Scegli un’immagine profilo, aggiungi il motivo “8 Marzo 2019 NUDM” di Ida Trimboli e salva l’immagine sul tuo telefono.
5. Carica l’immagine salvata come profilo di Grindr o Wapa
6. Sezione “modifica profilo”:

Nome Frocetari@

Info su di me (250 caratteri):

L’8 marzo scioperiamo contro razzismo, sessismo e violenza dei rapporti etero/omo normati riprodotti nelle app immaginando forme sovversive di sciopero dai generi. Dalle 8,30 alle 13 in P. Re Enzo e al corteo 17:00 in P.zza XX Settembre a Bologna

Inoltre chiediamo di deturnare gli altri campi o lasciarli vuoti (considerate che le app vi chiedono di tutto, dal peso, allo stato sierologico! I dati gli serviranno per indirizzare le loro pubblicità su di voi… insomma take care e deturna!)

7. Puoi usare questo messaggio (copiato sul tuo telefono) come risposta a chi ti scrive in chat.

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VADEMECUM sciopero dai generi

– Sciopero dal sorriso di circostanza e dalla cortesia imposta.
– Sciopero dal dress code. Ogni lavoro ha la sua divisa, esplicita o implicita. Vestiti o acconciati in modo completamente diverso. Oppure truccati nell'orario di lavoro, perché è una mansione richiesta ma non pagata!
– Sciopero dell’email. Imposta una risposta automatica a tutti i messaggi, uno stato su
facebook/whatsapp che dice “Oggi non risponderò, sono in sciopero” (è l’occasione buona per silenziare il gruppo di famiglia….)
– Se non puoi permetterti di non rispondere alle richieste di colleghi/utenti/familiari a carico ecc., trova un modo per far notare che la tua disponibilità non è scontata. Ad esempio lasciamo il nostro posto di lavoro in disordine, o tappezziamo i muri di post-it passivo aggressivi.
– Non prenderti cura delle emozioni di capi o colleghi, né durante né fuori dall'orario di lavoro.
– Ci sembra il minimo, quando parliamo usiamo il plurale femminile!
– Se il tuo lavoro è invisibile perché si svolge in casa, portalo nello spazio pubblico. Ad es. vai al corteo in pigiama e con il portatile sotto braccio se questa è la tua tenuta da lavoro.
– Sciopero dal lavoro sessuale (retribuito e non)
– Se non puoi rivendicare espressamente lo sciopero perché sei troppo ricattabile, ricorri a forme di sabotaggio coperte: scuse, pretesti, malattie, o sovversione del contenuto del tuo lavoro. Es. se fai la babysitter, porta il bimbo/a in piazza a disimparare i ruoli di genere nell’apposito spazio bimbi.
– Occupa i bus per raggiungere le piazze: allarghiamo le ginocchia e ci riprendiamo lo spazio che ci toglie il manspreading!
– Stop alla monogamia per 24 ore!
– Alleato maschio cis vieni in piazza con la gonna!
– Hackeriamo le app di incontro: attiva il Tinderbot dello sciopero! Metti un panuelo alla tua immagine di profilo, leva o deturna le info dal profilo e ci diamo appuntamento l’8M in Piazza Maggiore dalle 8,30 alle 13 e dalle 17 in concentramento per il corteo da Piazza XX Settembre!

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Ciao Marti

Ciao Marti, continueremo a leggerti, compagnu. Le tue poesie, le tue parole come i tuoi occhi saranno sempre il nostro specchio, e noi saremo il tuo.

Marti aveva un blog, The Intersectional Self

Marti ha scritto un libro “FarsiSiVersi/RaccontiInversi

Marti ha dato vita, tra tanti, al progetto Cancer/Ability

E una canzone per molti movimenti.

Grazie Marti, camminiamo insieme.

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Il post di Non Una di Meno – Torino

Stanotte Marti ha intrapreso il suo nuovo viaggio.
Lei, lui, loro.
Ciao amico, sorella, compagnu.
Due anni di lotta contro un cancro devastante.
Insieme abbiamo lottato in un’esperienza di sorellanza unica e indimenticabile.
Combattere la malattia, guardare in faccia la morte con terrore ed ironia sperimentando insieme la forza e la potenza del collettivo e della lotta femminista, ma anche della tenerezza e della sorellanza.
È una grande storia d’amore la nostra. L’amore che ci hai mostrato per la vita e la capacità di uscire dal proprio terribile quotidiano per far diventare un dolore una motrice di lotta, riuscendo a conservare pudore ed intimità.
Si parte e si torna insieme. Sempre. Perfino con super ero* come te Mart , quasi troppo per noi.
La promessa che ti facciamo è di riversare il nostro dolore e il nostro amore nel prenderci cura di Nata che tanto ami, delle persone che come noi conoscono il tuo splendore, nella lotta e nella sorellanza. Ma non basterà, sappilo. Ciao tu 

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BDS – Eurovision Artwashing Apartheid Israel 2019

  • Tra i firmatari finalisti, presentatori e giudici di precedenti edizioni di Eurovision, insieme a noti artisti come Brian Eno, The Knife, e Wolf Alice
  • Dall’Italia firmano Moni Ovadia, i Radiodervish, Vauro, gli Assalti Frontali e Jorit
  • Eurovision chiede a Israele di rispettare la libertà di espressione e di movimento come condizione per ospitare il concorso: ministri israeliani respingono la richiesta.

In una lettera aperta pubblicata sul Guardian, oltre 140 artisti da tutta l’Europa e oltre affermano: “Fino a quando i palestinesi non potranno godere della libertà, della giustizia e della parità di diritti per tutti gli esseri umani, non dovrebbero esserci rapporti – come se niente fosse – con lo stato che nega i loro diritti fondamentali”.

I firmatari, tra cui Brian Eno, The Knife, Wolf Alice, alcuni finalisti  di Eurovision e il vincitore del 1994, sostengono l’appello di artisti palestinese per il boicottaggio dell’Eurovision 2019, nel caso sia ospitato da Israele.

Tra i firmatari italiani figura il drammaturgo ed intellettuale Moni Ovadia, il noto gruppo di world music RadiodervishVauro, gli Assalti Frontali e il Coro partigiano triestino Pinko Tomažič. Ha firmato anche lo street artist napoletano Jorit, di recente arrestato e deportato da Israele per aver creato un murales della diciasettenne palestinese Ahed Tamimi mentre era detenuta nelle carcere israeliane.

Secondo consuetudine, Israele dovrebbe ospitare Eurovision 2019 nel maggio prossimo, a seguito della vittoria della sua rappresentante Netta Barzilai nell’edizione del 2018. Da allora si sono diffusi numerosi appelli per il boicottaggio della competizione.

Altri firmatari della lettera comprendono il vincitore di Eurovision 1994 per l’Irlanda, Charlie McGettigan, i finalisti dell’Eurovisione finlandese Kaija Kärkinen (1991) e Kyösti Laihi (1988), e il direttore artistico del teatro nazionale portoghese Tiago Rodrigues. Affermano: “Eurovision 2019 dovrebbe essere boicottato se è ospitato da Israele mentre continua la sua grave, decennale violazione dei diritti umani palestinesi”.

A giugno, le organizzazioni culturali palestinesi hanno fatto appello per il boicottaggio dell’Eurovisione 2019, sottolineando che: “Il regime israeliano di occupazione militare, colonialismo di insediamento e apartheid fa uso spudorato di Eurovision come parte della sua strategia ufficiale di Brand Israel, che cerca di mostrare ‘la faccia più bella di Israele’ per distogliere l’attenzione dai suoi crimini di guerra contro i palestinesi”.

Nick Seymour del gruppo australiano Crowded House, il coreografo e regista teatrale Alain Platel e l’attore danese Jesper Christensen si uniscono al romanziere Yann Martel, al compositore catalano Lluís Llach, al coro sloveno ŽPZ Kombinat e all’attrice statunitense Alia Shawkat nel firmare la lettera.

Olof Dreijer e Karin Dreijer, già del duo svedese The Knife, hanno anche aggiunto i loro nomi all’appello, che afferma: “Il 14 maggio, pochi giorni dopo la vittoria di Israele all’Eurovision, l’esercito israeliano ha ucciso 62 manifestanti palestinesi disarmati a Gaza, inclusi sei bambini, ferendone centinaia, la maggior parte con munizioni vere. Amnesty International ha condannato la politica israeliana di ‘sparare per uccidere o mutilare’ e Human Rights Watch ha descritto le uccisioni come ‘illegali e calcolate’”.

La lettera, firmata anche dai registi Alain Guiraudie, vincitore del miglior regista a Cannes 2013, Ken Loach, Mike Leigh, Eyal Sivan Aki Kaurismäki, i finalisti della selezione nazionale islandese dell’Eurovision 2017 Daði Freyr e Hildur Kristín Stefánsdóttir, e il musicista norvegese Moddi, conclude:

“L’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) ha chiesto ad Israele di trovare una sede ‘non divisiva’ per l’Eurovision 2019. Dovrebbe annullare completamente Israele come paese ospitante della competizione e trasferire l’hosting dell’evento in un paese dove lo stato dei diritti umani è migliore. L’ingiustizia divide, mentre la ricerca della dignità e dei diritti umani unisce”.

La Campagna palestinese per il boicottaggio accademico e culturale di Israele (PACBI), membro fondatore del Comitato nazionale palestinese per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS), ha dichiarato:

“Gli organizzatori dell’Eurovisione hanno chiesto a Israele di rispettare la libertà di espressione e di movimento come condizione per ospitare il concorso. Ministri israeliani hanno apertamente respinto la richiesta, insistendo invece di applicare le leggi repressive e antidemocratiche di Israele.

“Gli organizzatori dell’Eurovisione dovrebbero ascoltare gli appelli di finalisti (incluso un vincitore), presentatori, commentatori e giudici dello stesso Eurovisione, così come la più ampia comunità di artisti, e spostare definitivamente la competizione da Israele”.

BDS Italia
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Presentazione di Xenofemminismo – Modo Infoshop

Siamo invitatu a intervenire alla presentazione di Xenofemminismo

mercoledì 23/01/2019 alle 19:00 a Libreria modo infoshop

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Xenofemminismo
di Helen Hester
Produzioni Nero, collana Not

La traduttrice Clara Ciccioni dialogherà con Nina Ferrante CRAAAZI e il laboratorio Smaschieramenti.

In un’epoca fatta di accelerazione tecnologica e crescente complessità, come tornare a immaginare il potenziale emancipatore del femminismo? E in che modo possiamo riconfigurare le politiche di genere in un mondo trasformato da automazione, globalizzazione e rivoluzione digitale?

Sono queste le domande da cui parte Helen Hester, tra le fondatrici di Laboria Cuboniks, il collettivo a cui già si deve l’acclamato Manifesto xenofemminista. In questo nuovo libro, che è assieme prosecuzione e superamento del manifesto originario, Hester sviluppa una definizione dello xenofemminismo che prende le mosse da tre concetti chiave: tecnomaterialismo, antinaturalismo, e abolizionismo del genere. Hester ne sviluppa gli spunti mettendoli in relazione alle tecnologie riproduttive attuali, interrogando il rapporto tra riproduzione e futurità – ma evitando di cadere in un antinatalismo problematico – per infine concentrarsi sui possibili impieghi di vere e proprie tecnologie xenofemministe, anche a partire da esempi già appartenenti alle pratiche del femminismo storico e che possono essere rivisitati ai fini di una politica di genere orientata al futuro e a modelli alternativi di riproduzione.

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Il Gender è morto, viva il Gender!  Insegnanti, student*, alleate di Non Una Di Meno.

Da Non Una Di Meno Bologna:

Il Gender è morto, viva il Gender!
Insegnanti, student*, alleate di Non Una Di Meno.

Una notizia che non ci sorprende quella sul blocco del progetto di educazione di genere nelle scuole trentine, ma che non ci lascia indifferenti. L’ennesimo tentativo di oscurare un approccio all’educazione basato sulla conoscenza di sé e dell’altr*, per una crescita consapevole. Chi pensa di poterci fermare non ha capito di cosa siamo capaci.

Qualche tempo fa il problema era la teoria evoluzionistica: orde di conservatori scandalizzati di fronte all’educazione scientifica e laica.
Ora ci risiamo. Purtroppo questa volta gli attacchi alla libertà di insegnamento e al diritto all’educazione non si concentrano sul Big Bang, ma sul presente. Questa volta sono proprio i nostri corpi, la nostra autodeterminazione come bambine, donne e ragazze, le nostre vite di femministe, di lesbiche, di gay, di trans* a rappresentare il “problema” delle formazioni antigender o cattofasciste. Il problema è reale: schedature – ad opera di Forza Italia e Comitato Family Day – delle scuole bolognesi che proponevano progetti o lezioni contenenti educazione alle differenze, circolari del MIUR che cedono a gruppi di genitori le competenze di approvazione dei piani di formazione triennale delle scuole, regioni, come il Trentino, che sospendono l’educazione alle differenze, censure di testi, di favole, di racconti, lo scrutinio delle vite personali delle e dei docenti.

 

La “teoria del gender” è per loro un termine ombrello che rappresenta tutte le esperienze non eterosessuali e non cisgender. Come se tutte le persone che non rientrano nel modello di uomo e di donna da loro proposto fossero talmente perverse e scandalose da doverne nascondere l’esistenza. Si tratta di un evidente delirio di onnipotenza per cui c’è chi crede che basti smettere di parlare di omosessuali, ad esempio, per farli scomparire dalla faccia della terra. Altro che ideologia del gender e stregoneria, il pensiero “magico” sta proprio qui: non ti vedo non esisti.

L’istruzione pubblica non può piegarsi alle paranoie di un manipolo di cospirazionisti convinti di poter combattere l’autodeterminazione, la transessualità, l’omosessualità, la libera espressione di sé con la censura. Potremmo citare convenzioni internazionali, la dichiarazione dei diritti umani, la costituzione – consapevoli che queste sono disattese – ma non è al principio di legalità che vogliamo appellarci. Quello che vogliamo cambiare è il modello di società, di relazioni di potere ed opporci all’avanzata delle forze di governo neoconservatrici ormai globali.

Lavoriamo ogni giorno nelle scuole e conosciamo lì bimb*, ragazz* che rifiutano i ruoli tradizionali, che sanno sognare un destino diverso per sé come donne future, bimb* e ragazz* di generi e orientamenti non corrispondenti ai modelli preposti. Sono proprio loro a cercare l’appoggio che non trovano nelle proprie case quando la chiusura e la violenza omofoba, transfobica e sessista impedisce ai genitori di amarli come e quanto loro desidererebbero.

Noi insegnanti femministe e transfemministe – al fianco di studentesse e studenti – siamo impegnate ogni giorno nell’affermazione della libertà di autodeterminazione, del concreto diritto per tutt* di poter vivere la propria età lontano da ideologie mortificanti e discriminatorie, della libertà di formarsi come individue/i senza dover subire violenza di genere, che essa provenga dalle istituzioni, dalla famiglia di provenienza o da altri adulti di riferimento, e di crescere senza dover dimostrare di essere abbastanza “uomini” oppure di essere sempre carine e “femminili”.

La censura dei libri, dei progetti per l’educazione alle differenze non ci porterà al silenzio. Ai roghi di libri continueremo a opporre nuove pubblicazioni, nuove pratiche di apprendimento e co-appendimento, per “imparare ad imparare”.

Lo scrutinio dei profili “social” delle insegnanti, messo in atto da un consigliere di maggioranza della provincia autonoma di Trento, per screditarne le competenze sulla base della partecipazione alla vita politica e a battaglie sociali è una palese violazione della privacy e della libertà di espressione, di stampa, di associazione, delle persone che hanno scelto di insegnare nella scuola pubblica. Un contratto di lavoro non prevede la rinuncia ai diritti civili o politici: siamo arrabbiate e non ci fermeremo.

L’8 Marzo 2019 SCIOPERIAMO per la libertà di insegnamento, per la libertà dalla violenza di genere e dei generi.
Scioperiamo per la dignità di una scuola che sappia interpretare i bisogni e i desideri di chi la vive.

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