A quell che pensano che la colonia Israele sia il paradiso dei diritti lgbtq e delle donne e che il popolo palestinese siccome sarebbe “arretrato” si meriti di essere colonizzato e sterminato,
A quell che pensano che l’occidente sia la patria delle libertà sessuali,
A quell che pensano che le donne iraniane saranno liberate dalle bombe di uno dei presidenti più feroci, sessisti e razzisti che gli stati uniti abbiano mai avuto,
…e anche a noi stesse, stessu e stessi, quando ce ne dimentichiamo, vogliamo ricordare,in questa giornata di sciopero, che sono state le nostre lotte a guadagnarci i diritti e lo spazio che abbiamo, non “il progresso” occidentale o il capitalismo.
Invitiamo tuttu tutte e tutti a scendere in piazza il 9 marzo perchè quei diritti e quello spazio, che già erano insufficienti, oggi sono minacciati e smontati un pezzetto al giorno dai fascisti e suprematisti che ci governano.
E nel corteo del 9 marzo vogliamo rendere visibile l’alleanza fra movimento transfemminista e le lotte del popolo palestinese e delle persone migranti e discedenti di migranti che subiscono lo schifo del razzismo e del paternalismo bianco qui.
Un’alleanza che abbiamo costruito concretamente stando fianco a fianco nelle manifestazioni per la Palestina, nel boicottaggio della colonia israeliana contro le sue strategie di pinkwashing, e nello sforzo – purtroppo ancora insufficiente – di decolonizzare anche le nostre culture militanti
Siccome i fasci che ci governano usano il tema della violenza contro le donne come copertura per opprimere immigrati e persone razializzate e per mettere più carcere e più polizia, o per imporre alle compagne, all3 compagn3 e ai compagni migranti e discendenti di migranti qui in Italia modelli di femminilità e maschilità occidentali e neoliberali spacciandogliela per liberazione, nel corteo di domani vogliamo anche rendere evidente che siamo decisu a non permettere che in nostro nome si giustifichi il razzismo e il suprematismo bianco, che in nostro nome si imponga l’ergastolo, che la nostra bandiera sventoli sulle rovine di gaza postata su ig dai militari genocidi dell’esercito coloniale israeliano, e che passi per “femminista” un governo che mette l’ergastolo ai femminicidi e poi fa una legge che stabilisce che senza dissenso non è stupro, che vuole neutralizzare i cav, impedire alle persone trans l’accesso alla salute, distruggere la scuola pubbluca, ed è amico di Trump e del sionismo.
La nostra liberazione non è farci salvare dagli eserciti occidentali, così come non è aspettare che il potere di uno stato forcaiolo punisca in modo esemplare i responsabili della violenza dopo che è avvenuta, ma cambiare le relazioni di potere nelle relazioni sociali, economiche, sessuali, familiari ogni giorno e in ogni ambito.
Siamo decis3 a lottare fino a quando non avremo completamente smantellato questa società basata sullo sfruttamento coloniale e sulla naturalizzazione di due generi fatta in modo che uno possa sempre, in una forma o in un’altra, opprimere l’altro, controllare la sua sessualità e trattare come mostri o come eccezioni da patologizzare e trattare con paternalismo coloro che transitano dall’uno all’altro o verso nè l’uno nè l’altro.
Il nostro diritto a organizzarci e protestare è sempre più oggetto della repressione grazie ai vari decreti “sicurezza” . Anche contro questo siamo determinat3 a resistere, e esprimiamo vicinanza e solidarietà all3 compagn3 arrestate ieri e l’altroieri al pilastro
Oggi più che mai la lotta contro oppressione e violenza di genere e dei generi, il colonialismo, la guerra, la poverta, la distruzione del pianeta e la repressione del dissenso deve essere una e al tempo stesso deve saper prendere mille forme ed essere ovunque. E’ questo il percorso che ci porterà anche verso il Rivolta Pride di quest’anno.
Ci vediamo domani in Piazza Maggiore alle 17:30. Saremo lì con lo striscione Queers for Palestine/Froce per la Palestina.