Comunicato stampa Rivolta Pride: preoccupazione per l’attivista bolognese rapita dalle forze di Occupazione Israeliane: “Chiediamo pressione istituzionale e dal basso per il rilascio degli ostaggi. Ilaria ti vogliamo sul primo carro del Rivolta Pride il 13 giugno a urlare con noi: No Pride in Genocide!”
C’è anche una cittadina bolognese, attivista lgbitqia+, fra le persone catturate illegalmente dalle forze militari di occupazione israeliane nel corso dell’attacco di ieri mattina alla Global Sumud Flottilla.
Ilaria Mancosu, 42 anni, attivista di Rivolta Pride e di Elastico Records, era la capitana della Amazon ed è stata prelevata dai militari insieme a tutto il suo equipaggio. Ilaria ha scelto di partecipare alla missione civile nonviolenta per rompere l’assedio di Gaza perchè “tutte le oppressioni sono interconnesse” e “le persone queer palestinesi vengono bombardate, uccise, tenute sotto assedio da parte di Israele tanto quanto gli altri”, come ha dichiarato in un recente video registrato insieme ai molti altri partecipanti gay,lesbiche, bi, trans e nonbinary della Flottilla: https://www.instagram.com/reel/DYZOlOlsQ-E/?igsh=eTR4c2hlZmVoaTM4
Non a caso Rivolta Pride, la rete di collettivi e associazioni che organizza dal basso il Pride di Bologna, è stato sempre molto netto nello schierarsi a fianco della lotta palestinese e nel condannare il tentativo di Israele di giustificare le sue politiche di occupazione e pulizia etnica con i diritti lgbit.
La famiglia queer e la famiglia di origine di Ilaria sono estremamente preoccupate per la sua incolumità e per l’immobilismo dei governi occidentali nel fermare il genocidio e i continui crimini commessi da Israele. Insieme alle compagne di attivismo di Ilaria, invitano la città a mobilitarsi fino al rilascio dei partecipanti della Flottilla catturati e fino alla liberazione della Palestina dall’occupazione militare illegale in corso ormai da 80 anni.