Solidarietà delle attiviste lgbitqia+ alla comunità islamica bolognese


Le attiviste lgbit del Laboratorio Smaschieramenti esprimono la propria solidarietà alla comunità islamica bolognese, dopo che adesivi con messaggi d’odio sono stati affissi nei dintorni della moschea di via Pallavicini.
I fascisti in questo momento indirizzano il loro odio e la loro violenza in particolare verso le nostre due comunità, perchè in modi diversi rappresentiamo una sfida al loro ideale autoritiario di suprematismo del maschio bianco eterosessuale.
Infatti adesivi simili, con messaggi razzisti e sessisti ora verso le persone di fede o cultura islamica, ora verso le lesbiche, ora verso chi sostiene la causa palestinese, ora verso la giunta comunale ma sempre in chiave islamofobica, sono comparsi negli ultimi tempi in diversi punti della città, chiaramente attaccati dalla stessa mano e con tutta probabilità provenienti da gruppi neofascisti. Gli stessi che parlano di “remigrazione” e che saranno giustamente esiliati in una piazza fuori mano questo sabato… ma che noi vogliamo esiliare fuori dalla storia.
All’inizio delle mobilitazioni contro il genocidio in Palestina, noi siamo state spesso oggetto di insulti e dileggio da parte di giornalisti ed esponenti di destra perchè, come froce, sostenevamo e sosteniamo la causa palestinese. Infatti, mentre i fascisti veraci attaccano in modo esplicito e diretto sia noi gay, lesbiche e trans che i mussulmani e le mussulmane, ci sono anche i fascisti ripuliti che, insieme ai sionisti, cercano di giocare la nostra comunità contro quella islamica, rappresentando le culture e le cominità politiche mussulmane come una minaccia – anzi “la” minaccia – per la nostra libertà sessuale e fingendo di essere per i diritti delle donne e delle persone lgbitqia+ solo quando serve per propagandare il razzismo. Perciò, insieme alla nostra solidarietà e vicinanza, oggi ribadiamo e rinnoviamo anche il nostro impegno a combattere qualsiasi uso delle nostre lotte e delle nostre identità in chiave islamofobica e coloniale. Siamo solidali e complici anche dell3 persone queer rifugiate che sono fuggite da persecuzioni in paesi islamici in cui retaggi culturali, interpretazioni bigotte del diritto islamicoo a volte leggi portare dai colonizzatori e mai cancellate rendevano la loro vita impossibile. Sono nostre compagne, e ancor meno permetteremo che la loro lotta e la loro esperienza siano strumentalizzate per fomentare il razzismo o giustificare il colonialismo.
Noi sappiamo bene che qui, oggi, la vera minaccia alla nostra libertà sono il fascismo, il colonialismo e il sionismo in tutte le loro forme (locali, nazionali e internazionali) e continueremo a lavorare per costruire alleanze con le comunità razzializzate, migranti e discendenti di migranti per difendere i diritti e la libertà di tutte le minoranze oppresse e di tutti i popoli colonizzati e per promuovere relazioni, cooperazione e contaminazioni dal basso là dove il fascismo vuole creare paura, violenza, culto della purezza e machismo.

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