Comunicato di solidarietà dopo i fatti di Altopascio

Proviamo molta rabbia per quanto accaduto ad Altopascio, vicino Lucca. In particolare per due avvenimenti: l’aggressione fascista durante la serata Lgbt al Refresh e il messaggio forte che una donna trans senza cittadinanza ha voluto lanciare alla società intera dandosi fuoco in seguito alla notifica di sfratto.
La nostra rabbia riguarda entrambi gli episodi perché intimamente legati, poiché la violenza etero-patriarcale non si esprime solo nello squadrismo di stampo fascista con i manganelli, ma anche nella violenza istituzionale che smantella il welfare e, nel fare questo, esclude dalle briciole che restano tutte quelle soggettività che eccedono le norme del genere e della cittadinanza. Continue reading

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Corpi fuori controllo e contro gli sgomberi

Bologna, 16 gennaio 2020. Lo sgombero dell’ex caserma Sani arriva il giorno dopo lassoluzione con formula piena dal reato di occupazione per Atlantide. La sentenza di un tribunale dissipa anche gli eventuali dubbi di chi ancora credesse che lo sgombero di Atlantide da parte del Sindaco Virginio Merola fosse davvero una necessità “legale”. Si chiude un ciclo di 5 anni nei quali la retorica della legalità è stata uno strumento arbitrario in mano all’amministrazione per colpire soggettività eccentriche, forme di socialità non sottomesse alle logiche della città-vetrina, e progetti politici e sociali scomodi per il potere. Negli ultimi 5 anni sono state represse tutte le occupazioni (anche abitative) che da decenni esistevano in questa città. Al contempo l’amministrazione ha lavorato alacremente per togliere ogni spazio di autonomia a qualsiasi tipo di iniziativa sociale dal basso sul territorio cittadino, fingendo di valorizzarla per cannibalizzarla, svuotarla, sottometterla, tenerla sotto ricatto e costringerla a produrre servizi in sussidiarietà. Togliere la casa, gli spazi di socialità e organizzazione a chi sta ai margini della società ha reso la città e la società migliore? Noi crediamo di no e sappiamo che con un minimo di sforzo ci possono arrivare tuttu. 

Ci hanno tolto Atlantide 5 anni fa per liberarsi di una fucina di resistenza creativa, di frivolezza tattica, di pensiero e desiderio critico, che sfornava lesbiche, donne, froce e trans indecorose e libere, forti della propria favolosità e poco inclini a mendicare la protezione o l’approvazione delle istituzioni eterosessuali per esistere. Convergenza di interessi fra le destre populiste e neofasciste e un Partito Democratico subalterno ad esse, che si mette al loro servizio nascondendosi dietro la legalità. Il progetto di ristrutturazione sociale ed economica che vuole escludere e sfruttare tutt* quelli che non si conformano all’immagine ripulita di una nazione eterosessuale, bianca e borghese (la perfetta foto su instagram) tiene insieme forze politiche diverse. Da un lato c’è chi sgombera e butta in strada froce, lesbiche, trans*, migranti e che, in nome della “legalità”, gli impedisce loro di autorganizzarsi per cambiare davvero questa società sessista, razzista e omofoba, e dall’altro c’è chi, in strada, li va a cercare per aggredirli e pestarli. 

Cosa resta di Atlantide per noi, Laboratorio Smaschieramenti, che lì siamo cresciut*? Continuiamo, nomadi da un luogo a un altro, a costruire critica, conflitto e pratiche di lotta. Continuiamo a creare quel pezzo di mondo accessibile a chi è senza documenti o ha i documenti sbagliati, perché migrante o trans o tutt’e due, a chi si prende la responsabilità di costruire insieme spazi dove si possa stare, semplicemente, meglio… anche senza una carta di credito. Continuiamo a costruire reti transfemministe e queer, come il B-side pride e NonUnadiMeno, per lottare contro la violenza maschile, di genere e dei generi. Continuiamo a ragionare criticamente sullo spazio transfemminista come spazio politico e di desiderio e come spazio urbano vivibile e attraversabile da tutte le soggettività. 

È per tutto questo che siamo da sempre solidali con XM24 e crediamo nel contro-progetto sull’area della Sani che coraggiosamente XM24 ha messo a disposizione di chi vuole costruire contro-cultura, chi vuole spazi lontani dalle logiche capitalistiche dove vivere e immaginare/realizzare una società diversa che metta i margini al centro. Per questo partecipiamo alla costruzione di uno dei tavoli della contro-progettazione: perché continuiamo a immaginare insieme che genere di città vogliamo costruire collettivamente

Vogliamo continuare a scrivere il presente e il futuro a partire dai confini dove siamo ricacciat*, lo vogliamo fare con quei corpi in-Sani, imprevisti, indecorosi, ri-belli e orgogliosi che popolano questa Altra Città e che non vogliono/possono smettere.

Oggi, 17 gennaio, saremo in Piazza Maggiore dalle 17:00 

Sabato 18 al Circolo ARCI Guernelli dalle 15:00

#excasermasani #XM24 #sgomberareperspeculare

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Sull’assemblea trans del 23 nov ’19 e sulla sua continuazione

 
All’assemblea trans del 23 novembre 2019 a Roma c’eravamo. Per questo possiamo dire con certezza che l’evento Transvisioni convocato per il 29 febbraio a Bologna non è in continuità con quell’assembla come dichiara, anzi ne tradisce abbastanza clamorosamente gli intenti. 
In quell’assemblea ci siamo assicurate a vicenda il mutuo riconoscimento nella diversità delle nostre scelte di attivismo, constatando il fatto che le persone trans oggi non fanno attivismo solo nelle associazioni (storiche o meno storiche) che si occupano di diritti trans, ma anche in collettivi queer e transfemministi, nelle assemblee locali di Non Una di Meno,  nelle consultorie transfemministe autorganizzate, nel movimento studentesco ecc., e abbiamo salutato positivamente questo dato. Abbiamo persino affermato che, data la grande diverstià di visioni circa il grado di compromesso strategico da praticare con le istituzioni mediche e politiche e circa la possibilità di sabotarle dall’interno, eravamo pronte a rispettare le scelte di ciascuna realtà, purchè fosse finalmente riconosciuta la possibilità di discuterne. 
Transvisioni in modo diametralmente opposto afferma che saranno ammesse solo persone facenti parte di organizzazioni o gruppi che si occupano specificamente di questioni trans, dunque escludendo chi fa politica con altre soggettività lbgtq e femministe e chi non fa parte di alcun gruppo (salvo concedere eccezioni per i territori più “sfigati”, con gli organizzatori che si autoinvestono di questo potere discrezionale). 
Ognuno è libero di costruire le proprie reti politiche come meglio crede. Se le relatà organizzatrici dell’evento Transvisioni – chiunque esse siano – preferiscono questo metodo, sono naturalmente libere di seguirlo. E’ il tentativo di appropriarsi dell’assemblea del 23 e di travisarne i metodi e gli intenti che ci sembra molto grave. 
A Roma abbiamo concordato sul fatto che quella doveva essere un’assemblea aperta e orizzontale in cui confrontarsi e non un coordinamento o un parlamentino delle organizzazioni che delibera una linea o peggio investe qualcuno del ruolo di rappresentarla, e ancora la convocazione di Bologna appare andare in senso opposto. 
Infine, a Roma ci si era lasciate dicendo che sarebbe stata aperta una mailinglist che includesse tutt* coloro che erano presenti all’assembleae, e attraverso questa sarebbe stato organizzato un nuovo incontro in estate. Dunque quella assemblea si era già riconvocata per l’estate e si è già data uno strumento per riconvocarsi, che è appunto la mailinglist, che al momento della creazione dell’evento Transvisioni non esisteva ancora, e che è stata creata proprio ieri. Sicuramente anche questo ritardo (e questo tempismo) non sono un bel segnale.
Speriamo di cuore che il processo iniziato a Roma continui e che lo spazio di confronto orizzontale che tutt* insieme avevamo appena iniziato a creare venga curato e coltivato come tale, perchè ci sembra che ne abbiamo davvero bisogno tutt*: singol@, gruppi, collettivi, associazioni, consultori con diversi gradi di compromesso con le istituzioni, transfemministe, attivist* radicali, tutt* abbiamo tutto da guadagnare da questo spazio di confronto e di costruzione di pensiero, e abbiamo tutto da perdere se qualcuno – chiunque – tentasse di autoeleggersi unico garante/rappresentante di quel percorso.
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6 Dicembre 19 – DragQueer DIY WS+Show

Favole volanti, mostriciattol* scatenat*, cyborg confuse accorrete!

Sabotiamo il binarismo e torniamo a travestirci per esplorare quei generi che ancora non abbiamo scovato dentro di noi o che da tempo ci solleticano, per moltiplicare le dissidenze estetiche e canore!

Verso l’8 Marzo e lo sciopero dai generi ci organizziamo!

6.12.2019 all’Ateliersi (Via San Vitale 69)

👾 Dalle 19:00 Workshop drag DIY (porta trucco, parrucco, baffoni, colle e peli, vestiti e svestiti)

👾Dalle 22:00 Drag Queer DIY Show! Potrai cantare (ma basta anche un lipsync) in drag queer e far esplodere occhi e orecchie dell’eteropatriarcato
(la partecipazione allo show è aperta anche a chi non partecipa al workshop)

E poi, come sempre, se non si balla non è la nostra rivoluzione!

#nosessismo
#nomachismo
#norazzismo
#nofascismo
#nosonounmaschioeteromahotantiamicigeiquindimilevolamagliettapermostrartigliaddominali

👾 Line up confusa e felice in arrivo!

evento FB

 

 

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Assemblea pubblica B-side Pride

 

oggi 26/11/19 alle ore 19:00
a Granata, via San Rocco 16, 40122 Bologna

 

Notizie da Busonia: cosa succede nella città più frocia che c’è?

Cosa succede nel movimento LGBTIQ+ bolognese? Perché quest’anno ci sono stati due cortei al Pride? Cosa resta delle polemiche sulla leggeregionale su omolesbotransfobia? Ma soprattutto: quali sono le nostre priorità politiche? Continue reading

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Autoinchiesta SuiGeneris a XM24

Ad XM24 presentiamo OGGI un’autoinchiesta #SuiGeneris con una call alle consultoriesse in ascolto!

L’autoinchiesta si ispira al primo questionario nella storia del Laboratorio attorno alla costruzione del “maschile” e del “femminile”. È fondamentale per noi sperimentare dentro al nuovo spazio antisessista, tanto più seguendo la marea di un movimento transnazionale #nonunadimeno che mette in discussione la violenza maschile, di genere, dei generi come strutturale e sistemica. Indaghiamo le maschilità contro egemoniche e distruggiamo il patriarcato!

Domenica 17/11/2019 dalle 15:30 XM24 in Via Ferrarese 197 Bologna 

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Lo spazio è infinito

Noi ci siamo! Il Laboratorio Smaschieramenti si unisce al desiderio infinito di spazi autorganizzati e autogestiti insieme a XM24

Ieri sera siamo andatu a letto contentu per aver gridato con forza #BolognanonsiLega!

Questa mattina ci ha svegliate un messaggio: contro il nulla si avanza! Xm24 ha liberato un nuovo spazio in città!

Siamo da sempre convinte e ostinate: dobbiamo aprire spazi dove dare vita alle lotte per l’autodeterminazione, contro fascismo razzismo sessismo e capitalismo. Vogliamo costruire relazioni e culture capaci di sconfiggere la paura e l’odio, per la liberazione di corpi fuori norma e dissidenti.

Ricominciamo da qui!

 

 

 

 

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E.T. Entità Transfemministe

CENA E SELEZIONE MUSICALE 5 nov 2019 ore 20:00

al VAG 61 via Paolo Fabbri 110, Bologna

Sei nuovo/a in città e ti senti un’alinea/o? 

Sei alienato dai soliti spazi gay? 

Sai di non essere l’unica lesbica dell’universo ma non hai ancora capito su quale pianeta sono tutte le altre? 

Stai perdendo il senso della tridimensionalità a forza di guardare profili sui social? 

Vieni a incontrare altre aliene! Il Laboratorio Smaschieramenti si presenta… 

Attiviste froce e transfemministe esaurite per un posto.

Da tempo siamo “ovunque” ma sta arrivando il tempo di fare spazio.

 

 

 

 

 

@Smaschieramenti@mastodon.social   Instagram: smaschieramenti

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Diretta assemblea nazionale #nonunadimeno

Qui il link per la diretta da Napoli di sabato (FB)

Qui il link per la diretta di domenica (FB)

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Solidarietà con il Rojava all’aeroporto di Bologna

*** Ora in corso – BLOCCO TURKISH AIRLINES ***
In solidarietà con il Rojava, contro la guerra di Erdogan!

Da ormai una settimana la Turchia ha dichiarato guerra alla Siria del nord e dell’est. Davanti agli occhi del mondo, Erdogan sta invadendo e bombardando l’esperienza confederale del Rojava. Le notizie che ci arrivano dal fronte testimoniano la brutalità di questo attacco: le morti dei civili già non si contano ed è di qualche giorno fa la notizia dell’esecuzione dell’attivista femminista Harvin Khalaf, stuprata e uccisa barbaramente dai miliziani armati dalla Turchia. Non è un caso che questi siano i mezzi con cui si combatte questa guerra. Quello che la Turchia vuole ottenere, infatti, non è soltanto l’annessione del Rojava ai propri confini, ma la distruzione di un simbolo e di una pratica di resistenza, la riduzione al silenzio delle donne e degli uomini che vivono e lottano in quelle terre.

L’annientamento di chi negli ultimi anni è stato in prima linea militarmente contro l’Isis, difendendo la libertà di tutte e tutti; di chi ha immaginato e creato una società diversa. Rojava non significa soltanto resistenza al terrorismo e all’oppressione, ma soprattutto rivoluzione femminista e ambientalista, liberazione dall’oppressione capitalista e patriarcale. Questa lotta non è una lotta locale, bensì globale, perché ha messo al centro un processo di autodeterminazione, di autodifesa e di costruzione di una realtà che mette in discussione l’esistente, in Rojava e ovunque. Per questa ragione fa paura e, anche per questa ragione, si trova oggi abbandonata di fronte all’attacco turco. Un’invasione resa possibile dalla complicità americana e dall’indifferenza europea e mondiale. La cosiddetta comunità internazionale, oggi, difende la dittatura, il terrore e la violenza e abbandona chi lotta per la liberazione di tutte e tutti.

Esemplare il caso italiano, dove si dichiara la sospensione del rifornimento d’armi alla Turchia, nonostante i finanziamenti siano già stati stanziati fino a fine dicembre. Dove, a parole, sono tutti vicini al popolo curdo, ma nei fatti si censurano le pagine che riportano notizie dalla Rojava e persino le foto dei cortei di solidarietà.

A ridurre alla più totale inettitudine l’Europa basta la minaccia di Erdogan di aprire le frontiere al passaggio delle e dei migranti. Una paralisi complice, perché frutto di quegli interessi e compromessi politici che giocano costantemente sulla dignità delle persone, sulla loro libertà di movimento, sulla loro vita.

Contro tutto questo la scorsa settimana in moltissime città d’Italia, come a Bologna, ci sono state manifestazioni e cortei: il mondo è esploso in un grido di solidarietà, anche nella Turchia di Erdogan dove le mobilitazioni delle compagne e dei compagni sono state però represse con violenza.

Come ci insegnano dal Rojava la solidarietà è un’arma e in questo momento più che mai vogliamo utilizzarla per chiedere la fine di questa guerra, la fine di ogni accordo politico-economico con la Turchia. La rabbia delle combattenti e dei combattenti della Siria del Nord e dell’Est ci impone di schierarci dalla loro parte, di mostrare al mondo che siamo schierati dalla parte della Rojava, della libertà e della rivoluzione femminista, che siamo ostinatamente dalla parte delle e dei profughi che scappano dall’orrore e di tutte le e i migranti che continuano la loro lotta attraversando i confini.”jin jiyan azadi”!

Per questa ragione siamo qua per condannare ogni accordo tra l’unione Europea e Turchia e stiamo bloccando il volo di Turkish Airlines.

Rete Jin

Non Una Di Meno

Vag61

Laboratorio Crash

Collettivo Autonomo Universitario

Circolo anarchico Berneri

Làbas

Tpo

Xm24

Coordinamento migranti

Connessioni Precarie

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