Frocietariato delle App – di Grindr e salute

È di qualche giorno fa la notizia che la popolare app di incontri gay Grindr ha rivelato e venduto dati sensibili dei propri utenti a compagnie terze che investono sulla lavorazione e ricompilazione di informazioni personali, ai fini di una comunicazione pubblicitaria e politica su misura per il singolo utente. Fra le informazioni personali divulgate da Grindr c’è anche lo stato sierologico dei suoi utenti.

Oltre alla grave violazione della privacy che questo costituisce, possiamo intravedere dietro questa operazione un legame con la finanziarizzazione e privatizzazione della salute, con lo smantellamento del welfare sanitario, con il tentativo di fare delle persone sieropositive una nicchia di mercato. Continue reading

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MAI PIÙ MACERATA, MAI PIÙ FIRENZE

Un mese fa per le strade di Macerata hanno sparato a Festus, Jennifer, Gideon, Mamadou, Omar e Wilson. Due settimane fa a Firenze è stato ammazzato Idy, un migrante senegalese. Lo scorso ottobre a Bologna davanti al centro di via Mattei sono stati esplosi colpi di pistola contro un operatore eritreo e un richiedente asilo.

È ora di dire basta! È tempo di prendere parola contro il razzismo che mette in pericolo la nostra vita!

Noi donne e uomini migranti siamo qui per costruire una vita migliore. Lottiamo ogni giorno contro il razzismo, il ricatto del permesso di soggiorno, la negazione del diritto d’asilo, lo sfruttamento sui luoghi di lavoro e la povertà.

Ora però è la nostra stessa vita a essere in pericolo: non siamo venuti in questo paese per farci ammazzare per le strade. Per questo è giunto il momento di scendere in piazza anche a Bologna e prendere parola contro razzismo, violenza e sfruttamento! Per Idy Diene e per tutti noi!

  

MANIFESTAZIONE DEI E DELLE MIGRANTI

SABATO 24 MARZO, ORE 14

PIAZZA XX SETTEMBRE, BOLOGNA

Scarica e diffondi il volantino in Italiano

Download and Share the flyer in French

Download and Share the Flyer in English

SOSTENGONO LA MANIFESTAZIONEAssociazione senegalese “Cheikh Anta Diop”, Associazione ASAHI, ASAHI Modena, Associazione degli studenti Migranti Unibo, Circolo Anarchico C. Berneri, COBAS Bologna, Connessioni Precarie, Coordinamento antifascista Murri, Diaspora Ivoirienne d’Emilia-Romagna, Grotta Rossa (Spazio Pubblico Autogestito), La comune Associazione antirazzista interetnica “3 Febbraio”, Laboratorio Smaschieramenti, Partito dei Carc,  Usi Unione Sindacale Italiana A.I.T., Yerèdemèton

 

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Smaschieramenti a Firenze per Idy Diene, contro il razzismo

Oggi siamo state alla manifestazione a Firenze, portando lo stesso striscione che abbiamo portato a Macerata come NonUnaDiMeno Bologna. Qui la nostra adesione, qui sotto invece alcuni degli slogan che abbiamo gridato:

Chi spara alla moglie / chi spara all’immigrato / è il maschio bianco / e va fermato

Froce sempre / razziste mai

Fanculo alle fioriere / antiterrorismo / Idy Diene è morto di razzismo

Davanti alla morte di un essere umano / Nardella piange l’arredo urbano

Corteo a Firenze per Idy Diene: diretta video

IN DIRETTA ADESSO Corteo a Firenze in ricordo del senegalese ucciso lunedì mattina

Posted by Local Team on Samstag, 10. März 2018

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La provocazione di Lucia Borgonzoni e Lisei nella piazza dell’8M

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8M – Rituale di liberazione dal lavoro (pagato e non)

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Per la lotta antirazzista e antifascista #8M

Il razzismo riguarda tutte tutti e tuttu.

I fascisiti e i razzisti sono entrati in azione come “esercito pronto a riportare l’ordine” nel nome della difesa della donna italica, delle “nostre” donne, delle madri, della patria. Nel momento in cui la resistenza e le lotte femministe diventano marea, i nuovi e vecchi fascisti continuano ad appropriarsi dei discorsi contro la violenza sulle donne per agire violenza razzista nell’indifferenza, o peggio, con l’appoggio di parte della società civile e delle istituzioni.

I fascisti stanno uccidendo, lo Stato sta uccidendo, le persone nere in nome della difesa delle cosiddette liberta’ dell’occidente, in difesa delle donne. I sindaci del PD si scandalizzano solo per l’arredo urbano in nome di un decoro che priorizza le cose alle persone. I mass media nascondono il movente razziale sotto al tappeto per eludere, da una parte, e condannare la rabbia di chi è colpito dalla violenza, dall’altra.

Siamo di fronte a un appuntamento con la storia e con le storie delle tante persone che oggi si ribellano a questo stato di cose.

Macerata è stata giustificata come vendetta di un femminicidio. A Firenze, nel 2011 come oggi, a Castel Volturno, ai confini, ogni giorno e in ogni luogo la linea del colore è una linea di divisione tra la vita e la morte.

Come Non Una di Meno e movimento transfemminista, siamo andate a Macerata non solo per dire “non in nostro nome”, ma per dire che il movimento femminista e’ contro il razzismo e il fascismo, che noi combattiamo tutto questo. Costruiamo solidarietà attiva e presenza insieme alle comunità che sempre più si mobilitano in questi giorni, le comunità che stanno in testa a questa lotta per salvare e liberare le proprie vite dalla supremazia bianca.

E’ giunto il momento di liberare le energie di questo grande movimento femminista e transfemminista verso un inequivocabile posizionamento e presa di parola contro il razzismo fascista e suprematista.

Loro sono alle armi, NOI ci organizziamo e lottiamo. #WeToogether

Per ricordare Idy Dyene e con lui le tante vittime di razzismo
A Firenze alle 14,30 di sabato 10 marzo

saremo a Piazza Santa Maria Novella

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Indizione dello Sciopero Transfemminista – 8 marzo 2018

Con la presente comunicazione,

nel residuale rispetto della legge del 12 giugno 1990, n° 146, nonché della Deliberazione n° 77 della Commissione di Garanzia dei Ruoli di Genere, nell’attuazione della Deliberazione n° 1528 del 28 agosto 1969 (Prot. 12175/UNI/RIC) della Commissione di vigilanza sulla Divisione sessuale del lavoro e sulla divisione del lavoro sessuale e di genere

Riunit* nelle assemblee delle casalinghe, delle colf, delle badanti, dei call center, operatrici dell’accoglienza, educatrici, riders del cibo a domicilio, ciclofattorini e ciclofattorine col ciclo,

nei comitati per l’abolizione della conciliazione vita/lavoro,

nelle chat di Grindr, Tinder, Wapa, Badoo e GayRomeo,

dalle catene di abbigliamento e dalle cooperative di servizi,

dalle frange estreme del lavoro precario offerto con gli annunci alla fermata dell’autobus (babysitter aiuto stiro ripetizioni tuttofare aiuto compiti ceretta dog sitter cerco lavoro cerco casa)

INDICIAMO

lo sciopero autoproclamato genderale di 24 ore per il giorno 8 marzo 2018 da tutte le forme di lavoro gratuito, di cura, affettivo e sessuo-affettivo, sia gratuito che retribuito, dalle mansioni contrattuali, esplicite e implicite, naturalizzate e genderizzate in ogni luogo di lavoro, di non lavoro e di vita.

Il capitalismo realizza profitto sui nostri sorrisi, sui nostri culi, sui nostri manicaretti, sul lavoro di networking e pubbliche relazioni che siamo costrette a svolgere mentre cerchiamo lavoro, sui nostri stage e tirocini, persino sul lavoro domestico svolto gratis nella famiglia e nella coppia, che permette ai nostri cari di riprendersi dalla giornata di lavoro ed essere di nuovo pront* a lavorare il giorno dopo.

Ci si aspetta che tutto questo lavoro lo svolgiamo gratuitamente, spontaneamente e volentieri in quanto espressione “naturale” del nostro genere o della nostra personalità. Ma quando ci rifiutiamo di svolgerlo o quando, sfinite, non riusciamo a svolgerlo, le conseguenze sono pesanti e ci rendiamo conto che è obbligatorio e imposto.

Anche la seduzione, la persuasione, la bella presenza, l’abbigliamento adatto ad appagare le aspettative, a sollecitare il desiderio e le fantasie di clienti, committenti, colleghi, capi non sono un di più o un’extra, ma parte integrante di moltissimi lavori.

Le norme di genere naturalizzano e invisibilizzano lo sfruttamento. Allo stesso tempo la precarietà, la mancanza di reddito, l’impossibilità di gestire il nostro tempo ci espongono ancora di più alla violenza di genere e del genere, ci impediscono di autodeterminarci, di ribellarci ai modelli di vita imposti.

Ogni minuto delle nostre vite produce valore: non reclamiamo un pagamento a cottimo per ogni nostro sorriso, ma permesso di soggiorno per tutte/i/u e un reddito di autodeterminazione incondizionato, che ci liberi dal ricatto del lavoro e che per noi non rappresenta nient’altro che una parziale restituzione del valore che produciamo, di quello che già ci spetta.

Le modalità di esecuzione dello sciopero saranno imprevedibili, scostumate e scombinate come le nostre vite. Per dettagli si rimanda al vademecum.

Saranno garantiti i servizi minimi vitali (laboratori di drag King, dildi sterilizzati, pappe precotte).

SomMovimento NazioAnale

http://sommovimentonazioanale.noblogs.org

Scarica l’indizione in PDF e affiggila nei tuoi luoghi di lavoro

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Sciopera per la decriminalizzazione #Strike4Decrim

Siamo sexworker,  frocie, lesbiche, trans*, queer, di generi, orientamenti e realtà lavorative fuori norma.

Aderiamo alla campagna lanciata da #strike4decrim (qui in italiano)

Decriminalizzare il sex work è il primo passo fondamentale per contrastare la violenza verso chi si ritrova, per circostanze, costrizione o scelta a vendere sesso per vivere.

Rivendichiamo il diritto al lavoro sessuale, autorganizzato, autogestito e libero dallo sfruttamento, dai confini e dalle ordinanze repressive che perpetuano la violenza e lo stigma sulle nostre vite. Chiediamo la decriminalizzazione delle politiche migratorie e non solo delle leggi del  lavoro sessuale.
Tutti i sistemi repressivi e restrittivi che portano alla criminalizzazione parziale diretta o indiretta del sex work rendono le sex workers i soggetti più esposti alla violenza, allo stigma ed alle discriminazioni.

Lo stigma della puttana è un’arma del patriarcato contro tutte le donne e le persone femminilizzate.

Sappiamo bene come anche nei lavori cosiddetti “normali” ci venga  richiesto di mettere in campo la seduzione, la persuasione, la bella presenza, l’abbigliamento adatto ad appagare o a sollecitare le aspettative, il desiderio e le fantasie di clienti, committenti, colleghi, capi. Queste prestazioni sessuo-affettive sono parte integrante del lavoro. Ci vengono imposte come qualcosa di dovuto, come espressione “naturale” del nostro genere. Cosa succederebbe se questo lavoro obbligatorio, ma non riconosciuto e retribuito come tale, un giorno si interrompesse?

Grazie alla presa di parola di sex worker dentro e fuori #NonUnadiMeno nell’ultimo anno, dopo l’alleanza dei corpi putatransfemministaqueer lo scorso 25 novembre a Roma, la giornata alla Casa internazionale delle Donne sul lavoro sessuale e la due giorni “Sex Work is Work” a Bologna, torniamo a cospirare

Scioperiamo nelle piazze l’8 marzo con ombrelli rossi e con i nostri corpi contro la violenza di genere e del genere che divide le donne in sante e puttane, decorose e indecorose, e le persone tutte in due generi binari e imposti.

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QUI L’APPELLO Strike4Decrim tradotto dal

Collettivo Ombre Rosse

Sommovimento NazioAnale

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LottoMarzo a Bologna – sciopero e corteo

#NOISCIOPERIAMO #WeToghether
L’8 marzo lo sciopero globale delle donne torna a invadere le piazze di tutto il mondo e di decine di città italiane per ribadire il rifiuto della violenza maschile e di genere in tutte le sue forme.
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A Bologna saremo in piazza del Nettuno:
➡️ dalle 9 alle 13
➡️ dalle 18 per il concentramento del corteo che arriverà fino a Piazza dell’Unità

Durante la mattinata:
* interventi di Non Una di Meno Bologna sul “Piano femminista contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere” (scaricabile qui: http://bit.ly/2zXne3E o acquistabile a sottoscrizione del movimento)
* Microfono aperto
* Spazio bimb* con laboratori, libri, attività ludo-pedagogiche e morbidi cuscini
* Lezioni universitarie in piazza: #Unistrike !
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SCIOPERIAMO PERCHÉ vogliamo essere autonome e libere di decidere sui nostri corpi e sulle nostre vite. ✊

SCIOPERIAMO PERCHÉ vogliamo un reddito di autodeterminazione che ci liberi dalla violenza in casa e sul lavoro e dalla precarietà ✊

SCIOPERIAMO PERCHÉ vogliamo un permesso di soggiorno europeo senza vincoli che abbatta il regime dei confini ✊

SCIOPERIAMO PER dare forza al Piano femminista contro la violenza, che abbiamo scritto insieme in questo lungo anno di lotta per una trasformazione radicale della società! ✊

Al grido di #WeToogether l’8 marzo Noi scioperiamo! ✊✊✊

L’appello nazionale esteso per lo sciopero: http://nonunadimeno.wordpress.com/2018/02/12/l8-marzo-la-marea-femminista-torna-nelle-strade-noi-scioperiamo/

CANZONIERESCIOPERO2018

VADEMECUM – COME SCIOPERARE (anche se non hai un lavoro retribuito)

INDIZIONE DELLO SCIOPERO GENDERALE

SEX WORKERS IN SCIOPERO – #STRIKE4DECRIM

 

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A fine corteo, sarà possibile stare ancora insieme a XM24 in Via Fioravanti, con i panini di Campi Aperti

 

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Sosteniamo le lavoratrici Yoox

7 marzo 2018, ore 11,00 – Via Farini 1, Bologna
Il 7 marzo 2018 ci sarà la prima udienza del processo che vede come imputate le lavoratrici della Yoox, colosso dell’e-commerce, che 5 anni fa hanno scioperato e bloccato i magazzini dell’interporto di Bologna, dove un caporeparto usava la molestia sessuale come strumento di disciplina, controllo e imposizione di condizioni di lavoro e salariali inaccettabili.
Moltissime delle donne che hanno lottato e scioperato sono migranti: il ricatto del permesso di soggiorno è un’ulteriore arma nelle mani dei padroni e dei capetti per costringerle al silenzio. Le donne della Yoox non hanno ceduto e con lo sciopero e i picchetti hanno fatto sentire la loro voce. La loro lotta ha pagato e il capo-reparto abusatore è stato cacciato. Ma non si è trattata solamente della lotta contro un singolo: le donne migranti che hanno scioperato hanno contestato un sistema di sfruttamento che si serve della violenza patriarcale per subordinare le lavoratrici. Le migranti in sciopero hanno rifiutato questa violenza sistemica: chiunque voglia lottare contro di essa può e deve stare dalla loro parte.
Queste lavoratrici ora sono chiamate in tribunale perché le si vuole punire per aver scioperato e con loro chi le ha sostenute. Il 7 marzo Non Una di Meno sarà di fronte al Tribunale di Bologna, al fianco delle lavoratrici Yoox, che vengono perseguite dalla legge per avere detto no alle molestie sessuali e alla precarietà.
Anche per questo l’8 marzo è importante scendere in piazza, per dire basta a ogni forma di molestia, sfruttamento e razzismo.
Vogliamo un reddito di autodeterminazione, vogliamo un salario minimo europeo, vogliamo un permesso di soggiorno senza condizioni, svincolato dal reddito e dalla famiglia, per essere libere di muoverci e di rifiutare lo sfruttamento dentro e fuori i luoghi di lavoro.
Verso lo sciopero dell’8 marzo,
NonUnaDiMeno Bologna
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