Assemblea pubblica B-side Pride

 

oggi 26/11/19 alle ore 19:00
a Granata, via San Rocco 16, 40122 Bologna

 

Notizie da Busonia: cosa succede nella città più frocia che c’è?

Cosa succede nel movimento LGBTIQ+ bolognese? Perché quest’anno ci sono stati due cortei al Pride? Cosa resta delle polemiche sulla leggeregionale su omolesbotransfobia? Ma soprattutto: quali sono le nostre priorità politiche? Continue reading

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Autoinchiesta SuiGeneris a XM24

Ad XM24 presentiamo OGGI un’autoinchiesta #SuiGeneris con una call alle consultoriesse in ascolto!

L’autoinchiesta si ispira al primo questionario nella storia del Laboratorio attorno alla costruzione del “maschile” e del “femminile”. È fondamentale per noi sperimentare dentro al nuovo spazio antisessista, tanto più seguendo la marea di un movimento transnazionale #nonunadimeno che mette in discussione la violenza maschile, di genere, dei generi come strutturale e sistemica. Indaghiamo le maschilità contro egemoniche e distruggiamo il patriarcato!

Domenica 17/11/2019 dalle 15:30 XM24 in Via Ferrarese 197 Bologna 

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Lo spazio è infinito

Noi ci siamo! Il Laboratorio Smaschieramenti si unisce al desiderio infinito di spazi autorganizzati e autogestiti insieme a XM24

Ieri sera siamo andatu a letto contentu per aver gridato con forza #BolognanonsiLega!

Questa mattina ci ha svegliate un messaggio: contro il nulla si avanza! Xm24 ha liberato un nuovo spazio in città!

Siamo da sempre convinte e ostinate: dobbiamo aprire spazi dove dare vita alle lotte per l’autodeterminazione, contro fascismo razzismo sessismo e capitalismo. Vogliamo costruire relazioni e culture capaci di sconfiggere la paura e l’odio, per la liberazione di corpi fuori norma e dissidenti.

Ricominciamo da qui!

 

 

 

 

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E.T. Entità Transfemministe

CENA E SELEZIONE MUSICALE 5 nov 2019 ore 20:00

al VAG 61 via Paolo Fabbri 110, Bologna

Sei nuovo/a in città e ti senti un’alinea/o? 

Sei alienato dai soliti spazi gay? 

Sai di non essere l’unica lesbica dell’universo ma non hai ancora capito su quale pianeta sono tutte le altre? 

Stai perdendo il senso della tridimensionalità a forza di guardare profili sui social? 

Vieni a incontrare altre aliene! Il Laboratorio Smaschieramenti si presenta… 

Attiviste froce e transfemministe esaurite per un posto.

Da tempo siamo “ovunque” ma sta arrivando il tempo di fare spazio.

 

 

 

 

 

@Smaschieramenti@mastodon.social   Instagram: smaschieramenti

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Diretta assemblea nazionale #nonunadimeno

Qui il link per la diretta da Napoli di sabato (FB)

Qui il link per la diretta di domenica (FB)

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Solidarietà con il Rojava all’aeroporto di Bologna

*** Ora in corso – BLOCCO TURKISH AIRLINES ***
In solidarietà con il Rojava, contro la guerra di Erdogan!

Da ormai una settimana la Turchia ha dichiarato guerra alla Siria del nord e dell’est. Davanti agli occhi del mondo, Erdogan sta invadendo e bombardando l’esperienza confederale del Rojava. Le notizie che ci arrivano dal fronte testimoniano la brutalità di questo attacco: le morti dei civili già non si contano ed è di qualche giorno fa la notizia dell’esecuzione dell’attivista femminista Harvin Khalaf, stuprata e uccisa barbaramente dai miliziani armati dalla Turchia. Non è un caso che questi siano i mezzi con cui si combatte questa guerra. Quello che la Turchia vuole ottenere, infatti, non è soltanto l’annessione del Rojava ai propri confini, ma la distruzione di un simbolo e di una pratica di resistenza, la riduzione al silenzio delle donne e degli uomini che vivono e lottano in quelle terre.

L’annientamento di chi negli ultimi anni è stato in prima linea militarmente contro l’Isis, difendendo la libertà di tutte e tutti; di chi ha immaginato e creato una società diversa. Rojava non significa soltanto resistenza al terrorismo e all’oppressione, ma soprattutto rivoluzione femminista e ambientalista, liberazione dall’oppressione capitalista e patriarcale. Questa lotta non è una lotta locale, bensì globale, perché ha messo al centro un processo di autodeterminazione, di autodifesa e di costruzione di una realtà che mette in discussione l’esistente, in Rojava e ovunque. Per questa ragione fa paura e, anche per questa ragione, si trova oggi abbandonata di fronte all’attacco turco. Un’invasione resa possibile dalla complicità americana e dall’indifferenza europea e mondiale. La cosiddetta comunità internazionale, oggi, difende la dittatura, il terrore e la violenza e abbandona chi lotta per la liberazione di tutte e tutti.

Esemplare il caso italiano, dove si dichiara la sospensione del rifornimento d’armi alla Turchia, nonostante i finanziamenti siano già stati stanziati fino a fine dicembre. Dove, a parole, sono tutti vicini al popolo curdo, ma nei fatti si censurano le pagine che riportano notizie dalla Rojava e persino le foto dei cortei di solidarietà.

A ridurre alla più totale inettitudine l’Europa basta la minaccia di Erdogan di aprire le frontiere al passaggio delle e dei migranti. Una paralisi complice, perché frutto di quegli interessi e compromessi politici che giocano costantemente sulla dignità delle persone, sulla loro libertà di movimento, sulla loro vita.

Contro tutto questo la scorsa settimana in moltissime città d’Italia, come a Bologna, ci sono state manifestazioni e cortei: il mondo è esploso in un grido di solidarietà, anche nella Turchia di Erdogan dove le mobilitazioni delle compagne e dei compagni sono state però represse con violenza.

Come ci insegnano dal Rojava la solidarietà è un’arma e in questo momento più che mai vogliamo utilizzarla per chiedere la fine di questa guerra, la fine di ogni accordo politico-economico con la Turchia. La rabbia delle combattenti e dei combattenti della Siria del Nord e dell’Est ci impone di schierarci dalla loro parte, di mostrare al mondo che siamo schierati dalla parte della Rojava, della libertà e della rivoluzione femminista, che siamo ostinatamente dalla parte delle e dei profughi che scappano dall’orrore e di tutte le e i migranti che continuano la loro lotta attraversando i confini.”jin jiyan azadi”!

Per questa ragione siamo qua per condannare ogni accordo tra l’unione Europea e Turchia e stiamo bloccando il volo di Turkish Airlines.

Rete Jin

Non Una Di Meno

Vag61

Laboratorio Crash

Collettivo Autonomo Universitario

Circolo anarchico Berneri

Làbas

Tpo

Xm24

Coordinamento migranti

Connessioni Precarie

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MARCIONA QUEER 2020

Ci saremo!

MARCIONA QUEER 2020

PRIMA CHIAMATA DI COORDINAMENTO SOGGETTE* E REALTÀ QUEER
A PARATA ANTAGONISTA PRIDE 2020
MARCIONA2020

5/6 Ottobre 2019
a MACAO, Milano

Favolosità tutt@
mentre c’è chi ancora ci colloca e/o ci costringe fuori o dentro un armadio, qui ed ora è arrivato il momento di dare fuoco all’armadio.

A maggio 2020, Milano raccoglie il testimone di New York 2019 e diventa capitale mondiale del Pride; sarà il palcoscenico per la 37ma edizione della convention annuale di Iglta (International Gay & Lesbian Travel Association) tanto che, “al motto di ’Milano Loves You’, il Castello Sforzesco aprirà le porte all’universo LGBTQ+ con centinaia di tour operator, giornalisti, influencer provenienti dal tutto il mondo“ (ANSA).

Milano 2020 è il momento di riunirsi e rivoltarsi in strada, per costruire una Marciona delle collettive, dei movimenti trasfemministi e queer non normalizzati ed estetizzati; soggettività non disponibili all’incorporazione in un processo di cambiamento senza una vera trasformazione sociale. Questa chiamata vuole essere ampia, disordinata ma puntuale, un segno contro le derive omonazionalistiche e omonormative che, da sempre, riproducono processi di marginalizzazione dei soggetti meno assimilabili. La nostra prospettiva è nell’abietto. Contro i discorsi e le tecnologie di produzione della normalità, rivendichiamo modi di vita, forme di sessualità e legami affettivi scandalosi, laddove il “per bene” è connivente con le forze più violente del capitalismo estrattivo, colonialista e distruttivo di questi decenni. Non siamo dispost* a conquistare nessuna normalità per essere accettat*, il punto è proprio che non vogliamo essere addomesticat*: una difficile pratica di de-identificazione continua è la nostra strategia di resistenza. Non vogliamo essere docili né lavorator* subordinat* e sposat*/ sistemat* in case sempre più simili ad angusti armadi: siamo contro il regime di universalizzazione delle identità, siamo soggette* in movimento.

In questi ultimi mesi, all’interno del tavolo transfemminista queer di Macao e in rete con movimenti e realtà locali ed extraterritoriali, abbiamo co/spirato costruendo affetti, legami e linguaggi che ci hanno arricchit* e dato forza; abbiamo riacceso la nostra rabbia, ridefinito tempi e scelte, in un processo politico di messa in comune che si è reso possibile con Non Una Di Meno e con i numerosi corpi in lotta che hanno attraversato il nostro rifugio temporaneo e con cui ci siamo mescolat* nelle assemblee, nelle piazze e nelle maree della resistenza e della rivolta di genere.

Per questo, aprire uno spazio di riflessione e costruzione di un’alternativa al “palcoscenico mondiale” milanese di Maggio 2020, è ora più che mai indispensabile tanto quanto la nostra promiscuità. Per questo, vi chiamiamo il 5 e 6 ottobre a Macao per cominciare a immaginare e pensare assieme – attraverso tavoli tematici, assemblee, laboratori e momenti dedicati al piacere – una Marciona frocissima. Oltre a un momento assembleare collettivo per discutere di Milano 2020, vogliamo creare uno spazio queer sicuro e possibile: incontri, tavole rotonde, laboratori, performance, musica – invitamo voi tutt* (E VI INVITIAMO A FAR GIRARE QUESTA CHIAMATA!) a proporci i vostri contenuti, di qualsiasi tipo siano, per costruire due giorni del mondo che vogliamo, e affilare i tacchi verso il futuro.

>>>> Per partecipare, per proposte, per informazioni, per alloggiare, per passaggi in macchina, scrivete a:
phrocissime@inventati.org
>>>> Per iscriversi alla mailing list di coordinamento per quest’anno, scrivete a:
marciona2020@inventati.org

>>>> Scarica pdf da condividere qui:

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Smaschie Love XM24

Ci sono posti che appartengono a qualcuno e hanno un’identità precisa, altri che sono di tutti, come XM24, la cui storia è l’incrocio di mille storie e percorsi. 

Una di queste storie passa anche per il movimento frocio, femminista e transfemminista, in quanto alcune generazioni ne hanno attraversato e vissuto gli spazi: dalle iniziative della rete contro la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita – era il 2005 e la giornata si chiamava “S/batti le uova”- ai numerosi collettivi che hanno attraversato e frocizzato lo spazio – Frangette Estreme, Collettivo Figliefemmine, Queers of Chaos, Eclectic Tech Carnival e tante altre -. Dalla due giorni nazionale per condividere strumenti contro la violenza di genere (attorno al 2011), alle tante iniziative di finanziamento per tutt* i progetti e per gli spazi già sgomberati. Saremo sempre grat* per le collaborazioni con Atlantide e con il Laboratorio Smaschieramenti (che ne faceva parte). 

Per questo oggi chi attacca XM24 attacca tutt* noi, attacca anche noi, tutte le soggettività TLGBIQueer* eccentriche e dissidenti che lì sono cresciute, (oppure) lo hanno attraversato o ci sono passate solamente per fare un giro.

“E’ più facile dominare chi non crede in niente. Ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere”. Le ruspe democratiche sono il Nulla che avanza. L’uso strumentale della legalità per spazzare via l’autogestione, l’antifascismo, l’autorganizzazione di corpi e desideri non assimilabili. Vogliono chiudere l’iniziativa politica in start-up, in servizi fondati sul lavoro gratuito, la vogliono depoliticizzare attraverso l’assegnazione di spazi per bandi che costringono associazioni e formazioni a convivenze forzate limitandone il raggio d’azione e di critica. Moltiplicano gli spazi per i fascisti e chiudono le esperienze di autogestione.

Per questo oggi non siamo solo solidali, ma siamo Xm24 e ci riconosciamo nelle pratiche di resistenza creativa, performativa e comunicativa che hanno fatto la differenza in un momento critico come quello dello sgombero, consentendo di comunicare all’esterno e di preservare la ricchezza, la pluralità di pratiche e la sostenibilità per tutte le soggettività, senza farsi schiacciare dalle ruspe e dalla violenza istituzionale.   

Allestendo XM24…

Noi siamo gli anticorpi, siamo quei sogni che vogliono creare spazi sconfinati, siamo quei corpi che si oppongono all’avanzata fascista, siamo quei desideri che non si addomesticano. Siamo l’isola che non c’è, siamo favole e favolose e ci saremo sempre, in ogni pensiero critico e azione diretta alla liberazione di tuttu. Continueremo a sostenere, vivere e contaminare la storia di XM24, in qualsiasi spazio questa proseguirà, mettendo tutto l’entusiasmo, la creatività e l’urgenza che la lotta TLGBIQueer porta con sé. Determinate ad esistere e resistere, la lotta per XM24 non si ferma perchè è parte di noi.

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Nostre le vite, Nostre le strade! Solidarietà con la Palestina alla Radical Queer March 2019 a Berlino.

Nostre le vite, Nostre le strade! Solidarietà con la Palestina alla Radical Queer March 2019 a Berlino.
** Comunicato ufficiale dalle/dagli organizzator* dello spezzone ‘Queers for Palestine’
Più di 500 persone hanno preso parte allo spezzone ’Queer for Palestine’ all’interno della Radical Queer March tenutasi sabato 27 Luglio 2019 a Berlino. Dalle/gli “anti-deutsch (anti-tedeschi) radical queers” che hanno esplicitamente chiamato la polizia per bloccarci, alla cancellazione del queer after-party al Lebig34 come protesta contro le/gli organizzator* della manifestazione per aver chiamato la polizia in tenuta antisommossa: è stata decisamente une giornata critica per Berlino. Il tempo del silenzio sulla Palestina è finito! Il tempo in cui la ‘sinistra bianca’ spiega ad altr* che hanno vissuto esperienze di razzismo e di oppressione coloniale come intraprendere la propria liberazione è giunto alla fine!
No Pride in Apartheid! (Non esiste orgoglio nell’Apartheid!)
Queer Liberation – Stop the Occupation! (Liberazione Queer – Stop all’ Occupazione!)
No Justice, No Peace! No Racist Police!(Senza giustizia non c’è pace! No alla polizia razzista!)
We’re Here! We’re Queer! Palestine is in Berlin!(Siamo qui! Siamo Queer! La Palestina è a Berlino!)
Come molte altre persone queer radicali e trans, femministe, anarchiche e rivoluzionarie di ogni tipo, anche noi eravamo molto emozionat* di partecipare alla Radical Queer March a Berlino. Siamo rimast* scioccat* dal livello di aggressione e violenza fisica che abbiamo subìto da parte delle/dei compagn* queer, organizzator* e manifestanti, nell’intento di zittirci e di escluderci. Era assurdo che i cosidett* “queer radicali” avessero chiamato la polizia contro persone queer di colore, migranti e rifugiat*. Ma ce l’abbiamo fatta. Abbiamo marciato unit*, abbiamo sentito la nostra forza collettiva e da qui guardiamo al futuro con coraggio e speranza.
Cosa è accaduto prima della manifestazione
Ecco cosa è successo: il 15 di Luglio le/gli organizzator* dichiarano sulla loro pagina Facebook che non avrebbero tollerato nessun gruppo o contenuto anti-semita alla marcia, definendo la campagna BDS come fondamentalmente anti-semita. Era chiaro da questa vergognosa accusa che tutte le persone queer radicali impegnate nella lotta per la libertà e la giustizia in Palestina, inclus* palestinesi, arab*, ebre*, persone di colore e alleat* bianch*, non sarebbero state né gradite né sicure alla marcia.
Il Pride è politico e una prospettiva politica queer radicale deve essere anticoloniale e antirazzista. Da qui abbiamo deciso di riprenderci il nostro spazio e spontaneamente abbiamo lanciato la chiamata attraverso i social media per uno spezzone ‘Queer per la Palestina”.
Di fronte alla posizione delle/gli organizzator* nell’equiparare il supporto alla campagna BDS con il razzismo antiebraico e alla esplicita volontà di escludere coloro che supportano BDS, sono emerse due tipi di reazioni sulla pagina dell’evento per la marcia su Facebook. Da una parte i commenti pieni d’odio (comprese immagini che mostrano cadaveri di queer palestinesi, nudi e torturati, presumibilmente attaccati per la loro sessualità) che offendevano le/i sostenitrici/ori BDS come razzist*, chiedendo la loro esclusione dalla marcia.
Le/I tedesch* bianch* hanno avuto il coraggio di comparare le/gli ebre* che supportano la campagna BDS ai nazisti. Dalla stessa prospettiva ribaltata e razzista, hanno osato bollare qualsiasi opposizione alla violenza dello Stato coloniale israeliano come bigotta e persino genocida. Dimenticando che molt* di noi, come queer che hanno dovuto vivere sotto l’autorità di questi gruppi, hanno combattuto e continuano a combattere contro le loro politiche e pratiche bigotte che hanno gravi ripercussioni su noi tutt*.
D’altra parte, dozzine di individui – principalmente arabi, altre persone di colore ed ebrei – continuavano a sottolineare che la campagna BDS è ispirata da e si colloca nella fiera tradizione di altri movimenti di boicottaggio antirazzisti e anti-coloniali di successo, compreso il movimento sudafricano contro l’apartheid.
La campagna BDS è sostenuta globalmente da una miriade di organizzazioni per la giustizia sociale e giganti delle lotte di liberazione antirazzista, da Desmond Tutu ad Angela Davis. BDS è una tattica non violenta per esercitare pressioni su Israele affinché rispetti il diritto internazionale: (1) Porre fine all’occupazione illegale della terra palestinese 2) Pari diritti per i cittadini palestinesi di Israele e 3) il diritto degli sfollati palestinesi rifugiati di tornare alle loro case ancestrali. Eppure, coloro che accusano la campagna BDS e le/i suoi sostenitor* di essere antisemiti non hanno mostrato alcun interesse e sforzo per impegnarsi al di là dei soliti commenti pigri e razzisti.
Alcuni esempi di sostenitor* queer della campagna BDS che si rifiutano di lasciare che le/i tedesch* bianch* definiscano cosa è il razzismo e ci facciano vergognare in silenzio per l’ingiustizia in Palestina:
• “Se le/gli organizzator* di questo evento negano i diritti delle/dei palestinesi, queer o no, per l’autodeterminazione e per la resistenza ad un’occupazione con mezzi non violenti, non c’è niente di radicale o queer in questo evento.”
· “Essere pro-palestinesi e pro-BDS non significa essere antisemiti. Fare affermazioni di questo tipo oscura la presenza molto reale di sentimenti sia anti-ebrei che anti-musulmani, che al momento sono molto diffusi in Europa.”
· “Sono un altro ebreo queer che non getterà i miei fratelli palestinesi sotto l’autobus. Non parteciperò alla marcia, a meno che non sia dalla parte degli emarginati e degli oppressi.”
Il 25 luglio le/gli organizzator* hanno rilasciato una dichiarazione (in tedesco e inglese)in cui si scusano per “l’equazione indifferenziata e generalizzata della campagna BDS con l’antisemitismo”, per quanto poi abbiano insistito definendo “alcuni metodi e linee di argomentazione di alcune parti del movimento BDS” come antisemiti, come ad esempio l’accusa ad Israele di pink-washing.
CSA è SUCCESSO ALLA MARCIA
Ci aspettavamo che un gruppo di voi si presentasse. Non ci aspettavamo l’incredibile – anzi, storica! – affluenza di oltre 500 persone. Abbiamo dimostrato che gran parte di ‘queer Berlin’ è in solidarietà con la lotta per la liberazione palestinese ed è stanca della soffocante politica bianca in città. Fantastici e con determinazione ci siamo appropriati del nostro potere nelle nostre strade. Una rivolta bella e colorata!
Uno dei partecipanti ha condiviso il suo racconto:“Ho camminato per tutto il corteo in cui, come c’era da aspettarsi, predominavano i bianchi, al contrario dello spazzone ‘Queer per la Palestina’, che era un mix bello e commovente di queer e nostri alleati. Queer che erano bianch*, ner*, mulatt*, latin*, migranti, rifugiat*, palestinesi, israelian*, ebre*, turch*, cittadin* american*, iranian*, indigen*, senza documenti, sex-workers, anarchic*, antifa…. e la lista va avanti. Molta gente si è presentato allo spezzone “Queer per la Palestina” come risposta al modo in cui le/i tedesch* bianch* avevano attaccando lo spezzone per i giorni.”
Una volta che la marcia era iniziata, un* dell/degli organizzator* ha tentato di abbattere i cartelli su cui c’era scritto “Queer per una Palestina libera. Combatti contro: razzismo, islamofobia, homo/transfobia, antisemitismo, apartheid!” le donne* queer di colore ed ebree si sono difese contro questo atto di violenza fisica. Era chiaro che non eravamo al sicuro in questa marcia. Non riuscendo a costringerci a togliere i cartelli, un/a organizzator* è andato a parlare con la polizia.
Subito dopo la polizia in tenuta antisommossa ha bloccato il nostro percorso e ci ha intimato a lasciar passare il resto delle persone, esigendo che noi restassimo indietro. A quanto pare alcun* delle/gli organizzator* hanno dichiarato che il nostro blocco non faceva parte della marcia. Con il morale alto e la paura di possibili violenze da parte della polizia, abbiamo deciso di restare ferm* e abbiamo insistito per il nostro diritto a continuare a marciare. Dopo una spaventosa e snervante resa dei conti, le/gli organizzator* hanno richiamato la polizia e noi siamo andat* avanti.
Si consideri l’assurdità e l’eccessività di questa situazione: queers di colore, migranti e rifugiat*, non sicur* ad una marcia “radicale” queer, espost* alla violenza delle/gli organizzator* e obbligat* ad affrontare la polizia (in tenuta antisommossa). Il fatto stesso che abbiamo bisogno di difenderci contro la violenza fisica e della polizia ad una marcia “radicale” queer è esasperante e profondamente vergognoso. Per non parlare dell’enorme stress e dei rischi che hanno gravato sulle/sui partecipanti al nostro blocco, compres* le/i richiedenti asilo, le/i rifugiat* e le persone senza documenti.
Le/Gli organizzator* avrebbero potuto chiamare un’assemblea dopo la marcia per consentire un impegno aperto e un dibattito su questioni importanti che ci riguardano noi tutt* come queer nella città e come attivist* a livello globale. Hanno invece dispiegato la polizia, un’istituzione conosciuta per il suo sostegno ad organizzazioni razziste, di destra e ultranazionaliste in Germania, per non parlare del ruolo strutturale nella società e della sua lunga e continuativa storia di violenza contro neri e persone di colore, trans e il popolo queer, migranti e rifugiat*. Siamo tristi e sconvolt* di fronte a questo tradimento in nome di un attivismo “radicale queer”.
Respingiamo la criminalizzazione razzista e la stigmatizzazione della lotta per una Palestina libera e delle/i suoi sostenitor*, in particolare le/i palestinesi la cui identità viene sempre equiparata con l’Islam e che sono già stat* definit* come razzist* violent* e incontrollabili. Respingiamo anche il costante controllo delle voci ebraiche in Germania. Le/I tedesch* bianchi, autoproclamatisi difensori contro l’antisemitismo, continuano ad attaccare le/gli ebre* che non aderiscono alla loro agenda politica sionista. Siamo solidali l’uno con l’altro, contro la repressione bianca e l’appropriazione delle voci delle/gli ebre*, delle/i ner*, delle persone di colore e delle/gli indigen*. Marciamo insieme.
L’house-project anarco-femminista Liebig34 ha cancellato il party previsto dopo la marcia, in protesta per il coinvolgimento della polizia. Hanno annunciato su Twitter: “niente polizia al Pride! Non pensiamo che sia il momento di festeggiare dopo quello che è successo oggi alla #radicalqueermarch. Per questo cancelliamo il party al #liebig34”. Ringraziamo il Liebig34 per questo atto di solidarietà.
E PER QUANTO RIGUARDA I SIMBOLI NAZIONALISTI?
Si, eravamo a conoscenza della richiesta delle/gli organizzator* di evitare simboli nazionalisti e nomi di Stati nei manifesti e nei cori. Quando diciamo “queer per una Palestina libera”, non si tratta di nazionalismo; parliamo di libertà dal colonialismo, dall’occupazione e dell’apartheid. Per tutto il XX secolo, la sinistra bianca europea ha avuto difficoltà a capire che le lotte di decolonizzazione non possono essere ridotte al nazionalismo. I popoli colonizzati lo hanno spiegato più e più volte. Ora basta! L’ormai evidente standard di accostare i colori arcobaleno alla bandiera di Israele è stato rifiutato dai/lle partecipanti alla marcia. Anche se eravamo centinaia a manifestare, il nostro blocco non aveva nessun simbolo o canto nazionalista o razzista. Ci siamo presentat* come un blocco queer-femminista esplicitamente antirazzista, per protestare contro l’ingiustizia razzista e coloniale, proprio nel posto a cui apparteniamo: la marcia queer radicale della nostra città.
ROMPIAMO IL SILENZIO
Per decenni gli spazi di sinistra e queer tedeschi hanno evitato con successo qualsiasi discussione significativa sulla Palestina e sul sostegno politico, finanziario e militare dello stato tedesco al violento stato colonialista israeliano. Per tutta una serie di ragioni, la questione è stata ignorata e ansiosamente soppressa. Questo è stato possibile, nella misura in cui la discussione rimaneva prettamente “teorica” e tra tedesch*, soprattutto bianch*. Ma quel tempo è finito! Berlino non è più così bianca. Ci sono tropp* palestinesi e altr* mediorientali, neri e persone di colore, migranti e rifugiat*, ebre* ed ebre* israelian*, per negare una discussione e un dibattito aperto. Per noi non è una questione teorica che possiamo mettere da parte: si tratta delle nostre vite, e per alcun* è una questione di vita o di morte. Queste sono le nostre strade, il nostro Pride, e porteremo le nostre fantastiche sedie se non troviamo un posto a tavola.
Ancora una volta, la comunità di colore queer in supporto alla Palestina e i loro alleati sono stati accusati di “dirottare” la parata e di aver “distrutto l’alternativo CSD”. Questa è un’ulteriore dimostrazione che per alcun* i nostri diritti, le nostre voci sono solo oggetti di scena secondari e che vengono accolti solo fin quando rimaniamo in silenzio, fino a quando non reclamiamo il nostro potere come persone con le nostre prospettive politiche e i nostri desideri. Questo non fa che alimentare l’approccio all’integrazione razzista mainstream dello stato tedesco, contro il quale quelle stesse voci bianche si oppongono. Quindi se c’è qualcun* che ha “dirottato” la parata e causato divisioni, sono proprio quell* che si rifiutano di ascoltare e di impegnarsi a costruire un dibattito vero e proprio. Sono quell* che emarginano e criminalizzano le voci di ogni colore a beneficio dei sentimenti bianchi di conforto e del predominante dominio bianco.
Noi siamo qui. Noi siamo queer.Siamo internazionalisti che marciano per una politica femminista intersezionale, per la liberazione trans, per i diritti delle/i sex workers, per la libertà di movimento e il diritto di rimanere, per una Palestina libera, per solidarietà con le comunità LGBTQI in Turchia, La Russia e ovunque, per la libertà e la giustizia per tutt*. E noi non saremo mess* a tacere!
CHI SIAMO E COME ADERIRE
Questa è stata un’azione spontanea. Siamo individui, per la maggior parte donne* queer, attiv* in vari gruppi per una Palestina libera e siamo indignat* per la vergognosa strumentalizzazione del discorso antirazzista per promuovere ulteriormente politiche razziste e coloniali. Non siamo (ancora) un gruppo solido e formato, ma vogliamo rimanere in contatto con ognun* di voi e rivendicare il nostro spazio come comunità queer impegnata nell’antirazzismo e nella liberazione di tutt*.
Per seguire le prossime azioni in solidarietà al popolo palestinese, puoi mettere un “like” alla pagina“Palästina Spricht Palestine Speaks”: https://www.facebook.com/Pal%C3%A4stina-Spricht-Palestine-Speaks-841053319611755/
Un ringraziamento speciale a Berlin against Pinkwashing per i bellissimi posters. Grazie a tutt* i/le partecipanti per essere venut* – non ci aspettavamo veramente questa affluenza così impressionante. È stato un onore riprenderci insieme le nostre strade e questo ha portato sicuramente molta gioia. Grazie a tutt* le/gli attivist* che lavorano da anni per rompere il silenzio sulla Palestina a Berlino. Sappiamo che azioni così potenti si basano su anni di duro lavoro e attivismo.
Per il prossimo anno, torneremo di nuovo!
COS’È LA CAMPAGNA BDS? BDS è una campagna guidata da palestinesi per il Boicottaggio, il Disinvestimento e il Sanzionamento contro lo stato di Israele, fino a quando non sarà conforme al diritto internazionale. È rivolto alle istituzioni e non ai singoli individui. In molti paesi in tutto il mondo le comunità queer radicali stanno manifestando sotto le bandiere di solidarietà con la Palestina e con la campagna BDS.Per maggiori info: https://bdsmovement.net/
Più di 40 organizzazioni ebraiche in tutto il mondo, di cui alcune sostengono la campagna BDS e altre no, stanno rispondendo alla stigmatizzazione della campagna BDS come antisemita:
Cos’è il Pinkwashing?Pinkwashing è un termine coniato da attivist* LGBT*IQ per descrivere il modo in cui gli Stati-Nazione e le società sfruttano i diritti LGBT per proclamarsi liberali e progressisti, commettendo violazioni dei diritti umani. Ogni anno lo stato israeliano ha uno stand al “Gay and Lesbian Festival” che si tiene in città e partecipa al Pride di Berlino.
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Lab Smaschieramenti per 29/06 – Con XM24, contro il nulla che avanza

Lab Smaschieramenti per 29/06 – Con XM24, contro il nulla che avanza

“E’ più facile dominare chi non crede in niente. Ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere”. Le ruspe democratiche sono il Nulla che avanza. L’uso strumentale della legalità per spazzare via l’autogestione, l’antifascismo, l’autorganizzazione di corpi e desideri non assimilabili. Vogliono chiudere l’iniziativa politica in start up, in servizi fondati sul lavoro gratuito, la vogliono depoliticizzare attraverso l’assegnazione di spazi per bandi che costringono associazioni e formazioni a convivenze forzate limitandone il raggio d’azione e di critica. Moltiplicano gli spazi per i fascisti e chiudono le esperienze di autogestione.

Noi siamo gli anticorpi, siamo quei sogni che vogliono creare spazi sconfinati, siamo quei corpi che si oppongono all’avanzata fascista, siamo quei desideri che non si addomesticano. Siamo l’isola che non c’è, siamo favole e favolose e ci saremo sempre, in ogni pensiero critico e azione diretta alla liberazione di tuttu.

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