Aborto: ancora libere di scegliere? Bologna, 20/4/13

 

Sabato 20 aprile, h 18.30, Sala Benjamin, Via del Pratello 53 – Bologna

Incontro pubblico – dibattito su obiezione di coscienza, libertà e salute delle donne

Con aperitivo mangereccio e proiezione di “La mia scelta viene prima”, video autoprodotto del collettivo femminista e lesbico Vengo Prima (Venezia), presente in sala.

 

A cura di Collettivo Femminista Mujeres Libres, Collettivo Femminista Frida, Laboratorio Smaschieramenti …e altre singole favolosità… partecipa anche tu!

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Sei sicura che se ne avrai bisogno, potrai accedere ancora all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) …nella città in cui vivi? …e in tempi ragionevoli?

Le alte percentuali di medici che si rifiutano di praticare l’aborto costringono tante donne a inserirsi in lunghissime liste d’attesa o a doversi spostare dalla città in cui vivono per abortire.

I numeri parlano di un problema di vera e propria migrazione interna “per aborto”, di impedimenti a esercitare quello che dovrebbe essere un diritto, garantito da una legge (l.194), ma che nella situazione attuale è diventato quasi un privilegio.

Infatti in Italia il 70,6% di ginecologi/ghe è obiettore, in Puglia le percentuali sono talmente alte che l’aborto non si può più praticare, e in Emilia Romagna, regione che riceve queste “migrazioni”, l’obiezione si attesta su un 50%, ma anche questo dato è in costante crescita.

L’uso strumentale che il personale sanitario fa della clausola della 194 che prevede la possibilità di rifiutarsi di praticare l’aborto (obiezione di coscienza), impedisce di fatto alle donne di esercitare la libera scelta sul proprio corpo: di scegliere quando, come, perché, con chi avere un figlio. Questa situazione è un problema per le donne e anche per chi, tra i ginecologi/ghe, sceglie responsabilmente di fare aborti.

In Italia sono tanti i collettivi di donne e le associazioni di ginecologi/ghe che si stanno occupando del problema, anche con delle proposte di riforma.

A Bologna pensiamo di non poterci considerare delle privilegiate, vorremmo quindi discuterne insieme e confrontarci: siete invitate a partecipare numerose.

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