Condividiamo l’adesione allo sciopero Generale del 16 Dicembre 2021 degli Stati Genderali:
ððð«ð¬ðš ð¥ðš ð¬ðð¢ðšð©ðð«ðš ð ðð§ððð«ðð¥ð ððð¥ ðð ðð¢ðððŠðð«ð ððððð¥
ðð¢ððŠðš ð©ðð«ð¬ðšð§ð ððððððð+, ð©ðð«ð¬ðšð§ð ðð¢ð¬ððð¢ð¥ð¢ ð ð§ðð®ð«ðšðð¢ð¯ðð«ð ðð§ðð¢, ð ð¬ð¢ððŠðš â ð¬ðšð©ð«ðððð®ðððš â ð¥ðð¯ðšð«ðððšð«Ç, ð ð©ðð«ð¬ðšð§ð ð¢ð§ ððšð§ðð¢ð³ð¢ðšð§ð¢ ðð¢ ðð¢ð¬ðšððð®ð©ðð³ð¢ðšð§ð. Negli ultimi ventâanni il racconto pubblico ha contrapposto la rivendicazione dei diritti sociali a quella per i diritti civili. Vogliamo smentire questa contrapposizione: siamo persone che lavorano e contemporaneamente persone discriminate o messe al lavoro in virtù della propria identità di genere, orientamento sessuale e identificazione geografica. Siamo quindi persone costrettÉ a lavorare per sopravvivere, sottopostÉ alla divisione e organizzazione del lavoro nel sistema capitalistico. Questo ci parla della necessità di leggere la nostra condizione attraverso la nostra esperienza di persone LGBTQIA+, disabili e neurodivergenti. Per questo ðððð«ðð¯ðð«ð¬ð¢ððŠðš ð¥ðš ð¬ðð¢ðšð©ðð«ðš ð ðð§ðð«ðð¥ð ððð¥ ðð ðð¢ðððŠðð«ð ðððð, ððšð§ðð«ðš ð¥ð ð©ðšð¥ð¢ðð¢ðð¡ð ððð¥ ððšð¯ðð«ð§ðš ðð«ðð ð¡ð¢, peraltro espresse dallo stesso Parlamento che ha bocciato il ddl Zan. Portiamo quindi in questo sciopero le nostre specifiche richieste, sia di carattere economico sia sociale.
ðð ð©ðð«ð¬ðšð§ð ð§ðšð§ ðððð«ðšð¬ðð¬ð¬ð®ðð¥ð¢ ð ðð¢ð¬ð ðð§ðð«ð, ð ð¢ð§ ð©ðð«ðð¢ððšð¥ðð«ð ð¥ð ð©ðð«ð¬ðšð§ð ðð«ðð§ð¬ ð ð§ðšð§ ðð¢ð§ðð«ð¢ð, ð¬ðšð§ðš ðð¢ð¬ðð«ð¢ðŠð¢ð§ððð ð ðŠðšð§ðð ð§ðð¥ð¥ð ðŠðð ð ð¢ðšð« ð©ðð«ðð ððð¢ ð¬ððððšð«ð¢ ð¥ðð¯ðšð«ððð¢ð¯ð¢. In alcuni settori le nostre specificità , supposte o reali, vengono strumentalizzate dallo sfruttamento lavorativo nel quadro del diversity management. Le soggettività lgbtqia+ sono quindi più esposte alla precarizzazione in quanto maggiormente ricattabili, sia in virtù dellâomo-lesbo-bi-trans-fobia diffusa, sia per lâassenza del welfare della famiglia di origine da cui molte volte siamo costrette ad allontanarci o in aperta antitesi. ðð¡ð¢ððð¢ððŠðš ðªð®ð¢ð§ðð¢ ð¥âðððšð³ð¢ðšð§ð ððð¥ð¥ð ððð«ð«ð¢ðð«ð ðð¥ð¢ðð¬ ð¢ð§ ðð®ððð¢ ð¢ ð¥ð®ðšð ð¡ð¢ ðð¢ ð¥ðð¯ðšð«ðš ð ððšð«ðŠðð³ð¢ðšð§ð. Anche il permesso di soggiorno e la cittadinanza sono spesso strumenti attraverso i quali vengono ricattate tutte le persone migranti e di seconda generazione, e ðð¡ð¢ððð¢ððŠðš ð©ðð«ðð¢ðšÌ ð®ð§ ð©ðð«ðŠðð¬ð¬ðš ðð¢ ð¬ðšð ð ð¢ðšð«ð§ðš ð¢ð§ððšð§ðð¢ð³ð¢ðšð§ðððš.
ðð¥ð¢ ð¬ðð«ð®ðŠðð§ðð¢ ð©ð«ðð¯ð¢ð¬ðð¢ ð©ðð« ð¥ð ð©ðð«ð¬ðšð§ð ððšð§ ðð¢ð¬ððð¢ð¥ð¢ððÌ ð¬ðšð§ðš ð¢ ððšð¥ð¥ðšðððŠðð§ðð¢ ðŠð¢ð«ððð¢, ðŠð ðŠðšð¥ðð ðð³ð¢ðð§ðð ð©ð«ðððð«ð¢ð¬ððšð§ðš ð©ðð ðð«ð ð¥ð ðŠð®ð¥ðð ð©ð«ðð¯ð¢ð¬ðð ððð¥ð¥ð ð¥ðð ð ð ðð/ðð, ð ð¥ð ð¥ðð ð ð ððð/ðð. ððð§ð®ð§ðð¢ððŠðš ð¢ð¥ ð§ðšð§ ð«ð¢ððšð§ðšð¬ðð¢ðŠðð§ððš ðð¢ ðŠðšð¥ðð ð©ðððšð¥ðšð ð¢ð ð¢ð§ð¯ðð¥ð¢ððð§ðð¢ (spesso si tratta di malattie considerate âfemminiliâ come fibromialgia, vulvodinia, ecc) o dello ð¬ðððð®ð¬ ðð¢ ð¢ð§ð¯ðð¥ð¢ðð¢ððÌ ð©ðð« ð©ðð«ð¬ðšð§ð ð¢ð§ððð«ð¬ðð± ðð¡ð ð¡ðð§ð§ðš ð¬ð®ðð¢ððš ð¢ð§ððð«ð¯ðð§ðð¢ ðð¡ð¢ð«ð®ð«ð ð¢ðð¢ ððšðððð¢ ðð¥ð¥ð ð§ðð¬ðð¢ðð. La legge 104/92 in questione, peraltro, non tutela alcune neuro divergenze perché considerate âad alto funzionamentoâ, come lâADHD, e non gli riconosce lo status di invalidità . Molte persone neuro divergenti sono costrette a nascondere la propria condizione in sede di colloquio. Per tutti questi motivi ðð¡ð¢ððð¢ððŠðš ð¢ð¥ ð¬ð®ð©ðð«ððŠðð§ððš ððð¥ð¥ð ð¥ðð ð ð ððð ð ð®ð§ ð¬ð®ðš ð©ð«ðšððšð§ððš ð«ð¢ð©ðð§ð¬ððŠðð§ððš. ðð¢ððð§ð¢ððŠðš ð¢ð§ð¬ð®ððð¢ðð¢ðð§ðð ð¢ð¥ ððšð§ð®ð¬ ððð«ðð ð¢ð¯ðð«ð¬ ð ð¬ðð¢ððŠðš ððððð§ð³ð¢ðšð§ðð§ððš ð¥ð âðð¢ð¬ððð¢ð¥ð¢ðð² ððð«ðâ: ðð¡ð¢ ððð¯ð¯ðð«ðš ðð¯ð«ðÌ ððððð¬ð¬ðš ð ðªð®ðð¥ð¢ ððð§ððð¢ðð¢?
ðð¥ ð¬ðð¥ðð«ð¢ðš ðŠð¢ð§ð¢ðŠðš ððšð§ ð¥ð ð«ð¢ðð®ð³ð¢ðšð§ð ððð¥ð¥âðšð«ðð«ð¢ðš ðð¢ ð¥ðð¯ðšð«ðš ð ð¢ð¥ ð«ðððð¢ððš ð®ð§ð¢ð¯ðð«ð¬ðð¥ð ðð¢ ðð®ððšððððð«ðŠð¢ð§ðð³ð¢ðšð§ð ð¬ðšð§ðš ð ð¥ð¢ ð¬ðð«ð®ðŠðð§ðð¢ ððšð§ ð¢ ðªð®ðð¥ð¢ ð¯ðšð ð¥ð¢ððŠðš ð¬ðšððð«ðð«ðð¢ ð ðªð®ðð¬ðð ð«ð¢ððððððð¢ð¥ð¢ððÌ. Le due misure sono legate e complementari. Questi provvedimenti non sarebbero esaustivi: ð¯ðšð ð¥ð¢ððŠðš ð¬ð¢ðð®ð«ðð³ð³ð ð¬ð®ð¥ ð ððð¥ ð¥ð®ðšð ðš ðð¢ ð¥ðð¯ðšð«ðš. ðð¡ð¢ððð¢ððŠðš ð¥âðððšð¥ð¢ð³ð¢ðšð§ð ððð¥ âð£ðšðð¬ ðððâ ð ð¥ð ð«ðð¢ð§ððð ð«ðð³ð¢ðšð§ð ððð¥ð¥âðð«ð. ðð: in questo quadro di sicurezza rivendichiamo la ðððð«ð¢ðŠð¢ð§ðð¥ð¢ð³ð³ðð³ð¢ðšð§ð ðð¢ ðð®ððð ð¥ð ððšð«ðŠð ðð¢ ð¥ðð¯ðšð«ðš ð¬ðð¬ð¬ð®ðð¥ð, ð¬ð¢ð ðð¢ð«ðððð ðð¡ð ð¢ð§ðð¢ð«ðððð, e le condizioni economiche e logistiche di adeguato svolgimento secondo le esigenze di chi lavora nel settore. Chiediamo inoltre il potenziamento delle forme di welfare che consentano il cambio di lavoro e la fuoriuscita da condizioni schiavili, di ipersfruttamento e violente generate dalla tratta in tutti i settori.
ðð¢ððð§ð¢ððŠðš ð§ðððð¬ð¬ðð«ð¢ðš ð®ð§ ð«ð¢ð©ðð§ð¬ððŠðð§ððš ð©ð«ðšððšð§ððš ððð¥ ð¬ð¢ð¬ðððŠð ððð¥ ð°ðð¥ððð«ð ð¢ð§ ðð¡ð¢ðð¯ð ð§ðšð§ ðððŠð¢ð¥ð¢ð¬ðð, ðð¡ð ð ðð«ðð§ðð¢ð¬ðð ð ðð®ððÇ ð¢ð¥ ðð¢ð«ð¢ðððš ð®ð§ð¢ð¯ðð«ð¬ðð¥ð ðð¥ð¥ð ððð¬ð, ðð¥ð¥ð ð¬ðð§ð¢ððÌ ð ðð¢ ð¬ðð«ð¯ð¢ð³ð¢ ðð¥ð¥ð ð©ðð«ð¬ðšð§ð, riconoscendo lâð®ðð¢ð¥ð¢ððÌ ð©ð®ððð¥ð¢ðð ððð¢ ð©ðð«ððšð«ð¬ð¢ ð ð¢ ð¬ðð«ð¯ð¢ð³ð¢ ðŠðð¬ð¬ð¢ ð¢ð§ ðððŠð©ðš ððð¢ ðŠðšð¯ð¢ðŠðð§ðð¢, attraverso programmi di finanziamento strutturali e fuori dalla logica competitiva dei bandi. Come S/Famiglie pretendiamo il riconoscimento dei nostri legami, il riconoscimento della nostra genitorialità e un piano di supporto alle famiglie monogenitoriali. ðððð¢ððŠðš ðð¢ð¬ðšð ð§ðš ðð¢ ð©ðšððð« ððððððð«ð ðð¢ ð©ðð«ðŠðð¬ð¬ð¢ ðð¢ ð¥ðð¯ðšð«ðš ð©ðð« ð¥ð ðð®ð«ð ððð¥ð¥ð ð§ðšð¬ðð«ð ð/ð
ððŠð¢ð ð¥ð¢ð.
Questa Ú solo una delle tante occasioni di protesta e sciopero che attraverseremo come parte del movimento di classe.
ðªððð« ðªð®ðð¬ððš ðð¢ ð¯ððð¢ððŠðš ðð®ððð ð¢ð§ ð©ð¢ðð³ð³ð ð¢ð¥ ðð ðð¢ðððŠðð«ð ð©ðð« ððð«ð ð¢ð§ð¢ð³ð¢ðš ðð ð®ð§ð ð«ð¢ð§ð§ðšð¯ððð ð ð©ðšððð§ðð ð¬ððð ð¢ðšð§ð ðð¢ ð¥ðšððð.
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Il Rivolta Pride Ú stato il momento conclusivo della Settimana Transfemminista organizzata a Bologna e ha evidenziato lâorizzonte teorico e pratico di questa alleanza (anche) transnazionale: abbiamo ribadito che riconosciamo la violenza di genere e omolesbobitransfobica come unâoppressione sistemica e strutturale che colpisce le nostre vite su ogni livello e a diverse intensità , che il Pride Ú una manifestazione politica e autorganizzata dal basso, che i nostri corpi di donne, frocie, lesbiche, trans, intersex, sex worker, persone migranti e razzializzate, persone con disabilità , pro-sex e sierocoinvolte non sono strumenti di propaganda per nessuno. La Settimana Transfemminista Ú stata una risposta di massa e dal basso allâattacco eteropatriarcale che sta colpendo le donne e le persone LGBTQIA+ di tutto il mondo e che durante la pandemia ha alzato ulteriormente il suo livello di violenza. Abbiamo svelato la connessione catto-fascista, fondamentalista e reazionaria che sta unendo le nuove destre xenofobe a un sedicente femminismo trans-escludente e omofobo. A mettere in relazione queste due fazioni Ú il desiderio â o meglio, la progettualità politica â di piegare i nostri corpi a un destino unico e universale, disegnato dal patriarcato coloniale per la propria riproduzione, imposto dal sistema binario di genere, capitalista e familista, che da sempre tenta di togliere la parola e lo spazio pubblico alle soggettività femminilizzate e marginalizzate.









































