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*** Ora in corso – BLOCCO TURKISH AIRLINES ***
In solidarietà con il Rojava, contro la guerra di Erdogan!
Da ormai una settimana la Turchia ha dichiarato guerra alla Siria del nord e dell’est. Davanti agli occhi del mondo, Erdogan sta invadendo e bombardando l’esperienza confederale del Rojava. Le notizie che ci arrivano dal fronte testimoniano la brutalità di questo attacco: le morti dei civili già non si contano ed è di qualche giorno fa la notizia dell’esecuzione dell’attivista femminista Harvin Khalaf, stuprata e uccisa barbaramente dai miliziani armati dalla Turchia. Non è un caso che questi siano i mezzi con cui si combatte questa guerra. Quello che la Turchia vuole ottenere, infatti, non è soltanto l’annessione del Rojava ai propri confini, ma la distruzione di un simbolo e di una pratica di resistenza, la riduzione al silenzio delle donne e degli uomini che vivono e lottano in quelle terre.
L’annientamento di chi negli ultimi anni è stato in prima linea militarmente contro l’Isis, difendendo la libertà di tutte e tutti; di chi ha immaginato e creato una società diversa. Rojava non significa soltanto resistenza al terrorismo e all’oppressione, ma soprattutto rivoluzione femminista e ambientalista, liberazione dall’oppressione capitalista e patriarcale. Questa lotta non è una lotta locale, bensì globale, perché ha messo al centro un processo di autodeterminazione, di autodifesa e di costruzione di una realtà che mette in discussione l’esistente, in Rojava e ovunque. Per questa ragione fa paura e, anche per questa ragione, si trova oggi abbandonata di fronte all’attacco turco. Un’invasione resa possibile dalla complicità americana e dall’indifferenza europea e mondiale. La cosiddetta comunità internazionale, oggi, difende la dittatura, il terrore e la violenza e abbandona chi lotta per la liberazione di tutte e tutti.
Esemplare il caso italiano, dove si dichiara la sospensione del rifornimento d’armi alla Turchia, nonostante i finanziamenti siano già stati stanziati fino a fine dicembre. Dove, a parole, sono tutti vicini al popolo curdo, ma nei fatti si censurano le pagine che riportano notizie dalla Rojava e persino le foto dei cortei di solidarietà.
A ridurre alla più totale inettitudine l’Europa basta la minaccia di Erdogan di aprire le frontiere al passaggio delle e dei migranti. Una paralisi complice, perché frutto di quegli interessi e compromessi politici che giocano costantemente sulla dignità delle persone, sulla loro libertà di movimento, sulla loro vita.
Contro tutto questo la scorsa settimana in moltissime città d’Italia, come a Bologna, ci sono state manifestazioni e cortei: il mondo è esploso in un grido di solidarietà, anche nella Turchia di Erdogan dove le mobilitazioni delle compagne e dei compagni sono state però represse con violenza.
Come ci insegnano dal Rojava la solidarietà è un’arma e in questo momento più che mai vogliamo utilizzarla per chiedere la fine di questa guerra, la fine di ogni accordo politico-economico con la Turchia. La rabbia delle combattenti e dei combattenti della Siria del Nord e dell’Est ci impone di schierarci dalla loro parte, di mostrare al mondo che siamo schierati dalla parte della Rojava, della libertà e della rivoluzione femminista, che siamo ostinatamente dalla parte delle e dei profughi che scappano dall’orrore e di tutte le e i migranti che continuano la loro lotta attraversando i confini.”jin jiyan azadi”!
Per questa ragione siamo qua per condannare ogni accordo tra l’unione Europea e Turchia e stiamo bloccando il volo di Turkish Airlines.
Rete Jin
Non Una Di Meno
Vag61
Laboratorio Crash
Collettivo Autonomo Universitario
Circolo anarchico Berneri
Làbas
Tpo
Xm24
Coordinamento migranti
Connessioni Precarie
PRIMA CHIAMATA DI COORDINAMENTO SOGGETTE* E REALTÀ QUEER
A PARATA ANTAGONISTA PRIDE 2020
MARCIONA2020
5/6 Ottobre 2019
a MACAO, Milano
Favolosità tutt@
mentre c’è chi ancora ci colloca e/o ci costringe fuori o dentro un armadio, qui ed ora è arrivato il momento di dare fuoco all’armadio.
A maggio 2020, Milano raccoglie il testimone di New York 2019 e diventa capitale mondiale del Pride; sarà il palcoscenico per la 37ma edizione della convention annuale di Iglta (International Gay & Lesbian Travel Association) tanto che, “al motto di ’Milano Loves You’, il Castello Sforzesco aprirà le porte all’universo LGBTQ+ con centinaia di tour operator, giornalisti, influencer provenienti dal tutto il mondo“ (ANSA).
Milano 2020 è il momento di riunirsi e rivoltarsi in strada, per costruire una Marciona delle collettive, dei movimenti trasfemministi e queer non normalizzati ed estetizzati; soggettività non disponibili all’incorporazione in un processo di cambiamento senza una vera trasformazione sociale. Questa chiamata vuole essere ampia, disordinata ma puntuale, un segno contro le derive omonazionalistiche e omonormative che, da sempre, riproducono processi di marginalizzazione dei soggetti meno assimilabili. La nostra prospettiva è nell’abietto. Contro i discorsi e le tecnologie di produzione della normalità, rivendichiamo modi di vita, forme di sessualità e legami affettivi scandalosi, laddove il “per bene” è connivente con le forze più violente del capitalismo estrattivo, colonialista e distruttivo di questi decenni. Non siamo dispost* a conquistare nessuna normalità per essere accettat*, il punto è proprio che non vogliamo essere addomesticat*: una difficile pratica di de-identificazione continua è la nostra strategia di resistenza. Non vogliamo essere docili né lavorator* subordinat* e sposat*/ sistemat* in case sempre più simili ad angusti armadi: siamo contro il regime di universalizzazione delle identità, siamo soggette* in movimento.
In questi ultimi mesi, all’interno del tavolo transfemminista queer di Macao e in rete con movimenti e realtà locali ed extraterritoriali, abbiamo co/spirato costruendo affetti, legami e linguaggi che ci hanno arricchit* e dato forza; abbiamo riacceso la nostra rabbia, ridefinito tempi e scelte, in un processo politico di messa in comune che si è reso possibile con Non Una Di Meno e con i numerosi corpi in lotta che hanno attraversato il nostro rifugio temporaneo e con cui ci siamo mescolat* nelle assemblee, nelle piazze e nelle maree della resistenza e della rivolta di genere.
Per questo, aprire uno spazio di riflessione e costruzione di un’alternativa al “palcoscenico mondiale” milanese di Maggio 2020, è ora più che mai indispensabile tanto quanto la nostra promiscuità. Per questo, vi chiamiamo il 5 e 6 ottobre a Macao per cominciare a immaginare e pensare assieme – attraverso tavoli tematici, assemblee, laboratori e momenti dedicati al piacere – una Marciona frocissima. Oltre a un momento assembleare collettivo per discutere di Milano 2020, vogliamo creare uno spazio queer sicuro e possibile: incontri, tavole rotonde, laboratori, performance, musica – invitamo voi tutt* (E VI INVITIAMO A FAR GIRARE QUESTA CHIAMATA!) a proporci i vostri contenuti, di qualsiasi tipo siano, per costruire due giorni del mondo che vogliamo, e affilare i tacchi verso il futuro.
>>>> Per partecipare, per proposte, per informazioni, per alloggiare, per passaggi in macchina, scrivete a:
phrocissime@inventati.org
>>>> Per iscriversi alla mailing list di coordinamento per quest’anno, scrivete a:
marciona2020@inventati.org
>>>> Scarica pdf da condividere qui:
Ci sono posti che appartengono a qualcuno e hanno un’identità precisa, altri che sono di tutti, come XM24, la cui storia è l’incrocio di mille storie e percorsi.
Una di queste storie passa anche per il movimento frocio, femminista e transfemminista, in quanto alcune generazioni ne hanno attraversato e vissuto gli spazi: dalle iniziative della rete contro la legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita – era il 2005 e la giornata si chiamava “S/batti le uova”- ai numerosi collettivi che hanno attraversato e frocizzato lo spazio – Frangette Estreme, Collettivo Figliefemmine, Queers of Chaos, Eclectic Tech Carnival e tante altre -. Dalla due giorni nazionale per condividere strumenti contro la violenza di genere (attorno al 2011), alle tante iniziative di finanziamento per tutt* i progetti e per gli spazi già sgomberati. Saremo sempre grat* per le collaborazioni con Atlantide e con il Laboratorio Smaschieramenti (che ne faceva parte).
Per questo oggi chi attacca XM24 attacca tutt* noi, attacca anche noi, tutte le soggettività TLGBIQueer* eccentriche e dissidenti che lì sono cresciute, (oppure) lo hanno attraversato o ci sono passate solamente per fare un giro.
“E’ più facile dominare chi non crede in niente. Ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere”. Le ruspe democratiche sono il Nulla che avanza. L’uso strumentale della legalità per spazzare via l’autogestione, l’antifascismo, l’autorganizzazione di corpi e desideri non assimilabili. Vogliono chiudere l’iniziativa politica in start-up, in servizi fondati sul lavoro gratuito, la vogliono depoliticizzare attraverso l’assegnazione di spazi per bandi che costringono associazioni e formazioni a convivenze forzate limitandone il raggio d’azione e di critica. Moltiplicano gli spazi per i fascisti e chiudono le esperienze di autogestione.
Per questo oggi non siamo solo solidali, ma siamo Xm24 e ci riconosciamo nelle pratiche di resistenza creativa, performativa e comunicativa che hanno fatto la differenza in un momento critico come quello dello sgombero, consentendo di comunicare all’esterno e di preservare la ricchezza, la pluralità di pratiche e la sostenibilità per tutte le soggettività, senza farsi schiacciare dalle ruspe e dalla violenza istituzionale.
Noi siamo gli anticorpi, siamo quei sogni che vogliono creare spazi sconfinati, siamo quei corpi che si oppongono all’avanzata fascista, siamo quei desideri che non si addomesticano. Siamo l’isola che non c’è, siamo favole e favolose e ci saremo sempre, in ogni pensiero critico e azione diretta alla liberazione di tuttu. Continueremo a sostenere, vivere e contaminare la storia di XM24, in qualsiasi spazio questa proseguirà, mettendo tutto l’entusiasmo, la creatività e l’urgenza che la lotta TLGBIQueer porta con sé. Determinate ad esistere e resistere, la lotta per XM24 non si ferma perchè è parte di noi.
Lab Smaschieramenti per 29/06 – Con XM24, contro il nulla che avanza
“E’ più facile dominare chi non crede in niente. Ed è questo il modo più sicuro di conquistare il potere”. Le ruspe democratiche sono il Nulla che avanza. L’uso strumentale della legalità per spazzare via l’autogestione, l’antifascismo, l’autorganizzazione di corpi e desideri non assimilabili. Vogliono chiudere l’iniziativa politica in start up, in servizi fondati sul lavoro gratuito, la vogliono depoliticizzare attraverso l’assegnazione di spazi per bandi che costringono associazioni e formazioni a convivenze forzate limitandone il raggio d’azione e di critica. Moltiplicano gli spazi per i fascisti e chiudono le esperienze di autogestione.
Noi siamo gli anticorpi, siamo quei sogni che vogliono creare spazi sconfinati, siamo quei corpi che si oppongono all’avanzata fascista, siamo quei desideri che non si addomesticano. Siamo l’isola che non c’è, siamo favole e favolose e ci saremo sempre, in ogni pensiero critico e azione diretta alla liberazione di tuttu.

Siamo con tutte le Desy che rischiano la vita in strada, siamo con tutte le sex worker che combattono lo stigma. Siamo contro lo squadrismo fascista che minaccia le nostre vite. Negli ultimi mesi troppi episodi di violenza, a Giugliano, a Foggia, a Roma, a Latina, a Bologna, a danno di donne trans, mostrano come il sessismo, la transfobia, la puttanofobia e il razzismo si intersechino sui corpi di molte/* di noi. Queste aggressioni ci dimostrano come il dilagante fascismo sia portatore di una volontà di vero e proprio sterminio. La nostra arma è l’autodifesa, così come la lotta che ogni giorno portiamo nelle strade e nelle case. Noi non ci fermiamo. Con tutte le Desy #nonunadimeno
Ecco il comunicato del MIT:
AGGRESSIONE TRANSFOBICA A BOLOGNA
Due notti fa nel territorio bolognese una trans sex worker sudamericana regolarmente soggiornante è stata vittima di una aggressione transfobica. Mentre lavorava in strada è stata adescata da una giovane coppia italiana (un uomo e una donna) per avere una prestazione. La nostra compagna è stata fatta salire in macchina per poi appartarsi in un parcheggio in campagna utilizzato dalla comunità delle trans sex worker latino-americane. La coppia decide di scendere dalla macchina per fumare una sigaretta e anche Desy (nome di fantasia) scende. All’improvviso viene aggredita alle spalle da altri due ragazzi italiani con delle spranghe di ferro e anche la coppia si appresta a colpire la ragazza. Oggi Desy è a casa con grosse contusioni sulle braccia e sulle gambe. Non riesce a camminare. Ci è stato chiesto di rimanere in anonimo perché Desy ha paura di rivolgersi al pronto soccorso e di denunciare l’aggressione alle autorità competenti. Come Movimento Identità Trans non possiamo non classificare questo episodio se non come di chiara matrice fascista, organizzato per colpire quella determinata categoria. Come da loro abitudine, i fascisti, da codardi quali sono, escono di notte dalle fogne per poter agire indisturbati e attaccare le persone che in quel momento non possono difendersi. Se di emergenza sicurezza vogliamo parlare in questo paese, allora non dobbiamo pensare che il pericolo arrivi dalle coste libiche ma viene direttamente dalle nostre città. I fascisti vendono armi da guerra. I fascisti incitano al caos sociale. I fascisti aggrediscono gli ultimi e gli esclusi di questa società. I fascisti sono bianchi con cittadinanza italiana. Desy preferisce rimanere anonima perché ha paura di ritorsioni e perché completamente sfiduciata che il sistema possa tutelarla in quanto lavoratrice del sesso e persona trans. Desy ha paura, nonostante il permesso di soggiorno, di non vedere tutelati i proprio diritti.
Ricordiamo che in Italia l’esercizio della prostituzione dopo la cosiddetta legge Merlin non è più regolamentata ma è in un limbo giuridico. Sono perseguibili dalla legge il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione, invece l’esercizio di quest’ultima tra persone adulte è dichiarata lecita dalla sentenza della Corte di Cassazione 1 ottobre 2010 nr. 20528. Le attuali norme non garantiscono la sicurezza per le persone che praticano il sex work. Per questo auspichiamo un dibattito pubblico sul tema meno ipocrita e davvero attento ai bisogni di chi esercita il lavoro della prostituzione.
Link utili:
Anche noi saremo qui alle 18:00.
FarsiDiVersi perché i racconti InVersi siamo tutt* e Marti ci ha dato nuove parole in cui specchiarci e dalle quali partire per quei viaggi che ci lasciano cambiare insieme.
Poi troveremo la forza che ci ha sempre dato per danzare, ridere e creare insieme mondi nuovi nella poesia della lotta comune transfemminista e frocia. Ci abbrecceremo ancora, questa sera, insomma come Froce Sconfinate!
Saremo tante emozioni in un groviglio.
VEN, 14 GIU
FarsiDiVersi/RaccontiInVersi. Lettura collettiva
(eng scroll down, all FB events available here )
**Giovedì 13.06.2019 >> Autoformazione su HIV
h 18:30 al Centro delle Donne Via Del Piombo 5 (Bologna)
Scambio di saperi e pratiche con l* attivist* del Collettivo LGBTQI* Amkeni, impegnati nella lotta allo stigma e alla sierofobia e nella prevenzione dell’HIV a Malindi (Kenya).
Gli incontri di autoformazione sono pratica della Consultoria TransFemminista Queer, basati su uno scambio circolare e orizzontale di saperi, pratiche e vissuti su salute, sessualità, corpi, relazioni con un aproccio safer sex, a partire dalla consapevolezza critica per cui le malattie sessualmente trasmissibili e la loro prevenzione non sono (state) un terreno neutro, ma di costruzione dello stigma contro alcune soggettività e di disciplinamento sociale delle condotte sessuali. Quali strategie di alleanza transnazionale possiamo immaginare?
Evento finanziato da MIT – Movimento Identità Trans, Transitional States e Wellcome Trust all’interno dell’open call “Favolose verso il Pride!”
**Froce Sconfinate *Cena&Party
14 giugno 2019 h20 a Vag61via Paolo Fabbri 110 (Bologna)
Spesso lebiche, froce, trans e ragazze ribelli hanno dovuto fare le valige per trasferirsi altrove. Alcune/i scappano da famiglie oppressive, alcune/i vogliono semplicemente vedere il mondo, alcune scappano da vere e proprie persecuzioni e da paesi in cui la loro vita è in pericolo. La forza dirompente di questi corpi diversi, che lottano e rifiutano tutte le forme di oppressione, trasforma gli spazi e le relazioni.
Una cena e una festa nate dall’incontro fra froce/lesbiche/trans native, terrone, fuori sede e migranti/richiedenti asilo verso un pride di lotta in cui ribadire che non accetteremo mai alcuno- nessuno scambio politico, che baratti diritti civili riservati alle coppie omosessuali bianche con chi lascia morire persone in mare, nei campi, per strada deumanizzandole attraverso il razzismo istituzionalizzato. Cerchiamo nuove forme di complicità e di sostegno perché nessuno possa negare la dignità e l’autodeternminazione ad altru esseri umani.
Black lives matter!
Queer lives matter!
Lo dimostreremo ogni giorno, il 22 giugno al Pride e oltre.
Ascolta anche il lato B!
Uno spezzone indipendente per partecipare al Bologna Pride del 22 giugno 2019.
Siamo singol*, associazioni, collettivi, reti, migranti, richiedenti asilo, razzializzate, native e terrone, studentesse/i/*, sieropositiv*, sex worker, frocie, lesbiche, trans*, intersex, non binarie e transfemministe. Abbiamo storie politiche e di partecipazione al movimento lgbtqi diverse tra loro.
Abbiamo contattato un esperto di team building per aiutarci a costruire un gruppo omogeneo, ma ha miseramente fallito. Restiamo diverse, ma abbiamo diverse cose in comune.
Siamo pro/positive e porteremo gaiamente nel pride i nostri corpi e i nostri bisogni, perché pensiamo sia una manifestazione politica dove renderli visibili.
Manifesteremo il nostro orgoglio in una città dove un tempo le froce da tutta Italia venivano perché sapevano che siamo tutte qua, perché con un lavoretto e due soldi potevamo permetterci un tetto e con il coraggio e la sfrontatezza di ognuna e di tutte abbiamo frocizzato le strade. Vogliamo che Bologna resti una città vissuta da chi ci vive, piena di spazi sociali e culturali realmente autogestiti.
A 50 anni da Stonewall vogliamo continuare a reinventare un movimento autorganizzato di liberazione di corpi, generi e sessualità. Un movimento che sappia produrre, a partire da sé e dai bisogni delle soggettività che lo costituiscono, un’analisi e una pratica per opporsi alla violenza strutturale dell’eteropatriarcato che produce anche l’omolesbotransbi fobia/negatività e la sierofobia. Non si tratta di discriminazioni da correggere, ma di una matrice eterosessuale da sovvertire.
Per questo non faremo l’elenco di tutte le cose che rivendichiamo per ogni specifica soggettività: allora come ora la lotta è una, trasversale e intersezionale.
Partiamo dalla materialità delle vite queer e dalla condizione di classe, non vogliamo separare i diritti civili dai diritti sociali e economici. Lottiamo per l’accesso a reddito e condizioni di vita e benessere sociale senza le quali i diritti civili sono carta straccia o diventano privilegi per le coppie gay “italiane”. Non baratteremo briciole di riconoscimento in cambio del nostro silenzio sulle morti nel Mediterraneo e sul regime di accesso ai diritti basato sul colore della pelle! Non aspettermo che la caccia alle streghe gender, già in atto nelle scuole e università, si diffonda e si affermi come metodo di controllo dei saperi e dei corpi!
Pensiamo che Nonunadimeno abbia mostrato che si può fare un movimento transfemminista e intersezionale, si può essere in tante e incidere socialmente e culturalmente. Basta aver voglia di fare politica: orizzontale, assembleare, autonoma, desiderante e non consociativa. A Verona Città Transfemminista abbiamo visto tutt* come potrebbe essere il nostro Pride!
Per contrastare la visione fascista, familista, razzista e antigender che si sta riaffermando a livello transnazionale, attraverseremo strade e piazze orgoglios* antirazzist* e liber* di essere noi stess*. Lo faremo il 22 Giugno al Bologna B-Side Pride e non ci fermeremo più! Venite con noi!”
Adesioni:
MIT – Movimento Identità Trans
Plus – Persone LGBT sieropositive Onlus
Laboratorio Smaschieramenti
Elastico fa/art
Collettiva Elettronika
La Mala Educación
Laboratorio L’isola
Il Barattolo
Ombre rosse
Ryno
Per adesioni: bsidepride@email.it
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/B-Side-Pride-337968670243305/
Hanno aderito (in aggiornamento – potremmo avere difficoltà ad aggiornare frequentemente questa pagina a causa dei lavori programmati di manutenzione del server, per elenco adesioni aggiornato vi rimandiamo alla pagina facebook):
Pride Off – Rimini
Non Collettivo Queer – Genova
Mujeres Libres – Bologna
Noialtre – Bologna